Buongiorno a tutti
E' facile predicare bene e razzolare male. Io lo sto facendo adesso.
Infatti da circa un'ora mi sto arrabattando per trasferire il file che vi voglio offrire.
Un esperto lo avrebbe fatto ad occhi chiusi.
Nonostante sia evidente che non sono troppo attrezzato per questo genere di lavori qualcosa mi trattiene dall'affidarmi ad un professionista.
Il dubbio atroce è: ma se liguadagnerà i soldi che gli devo dare?
In genere la risposta ci sembra "no". Ma solo fino a quando non scoppiano i guai.
Solo nei momenti di crisi si capisce quanto sarebbe stato meglio pagare un professionista per non preoccuparsi.
Ecco allora un agile documento che mi auguro possa darvi alcuni spunti di riflessione su come selezionare il professionista che vi possa aiutare ad investire.
Dedicato alla gestione e alla crescita del patrimonio per una clientela d'élite. Innovazione e tradizione al servizio dei tuoi investimenti.
mercoledì 16 dicembre 2015
lunedì 14 dicembre 2015
Gli Executive Professional di Manager Italia
Buongiorno!
Forse alcuni di voi sapranno che sono il rappresentante degli Executive Professional di Manager Italia Torino.
Manager Italia è l'associazione di categoria che rappresenta gli interessi dei dirigenti del terziario ma anche dei quadri di ogni settore e degli Executive Professional.
Se ne sapete poco e avete voglia di guardare un video, qui trovate una intervista al nostro Presidente.
Se poi avete una fretta pazzesca e volete solo sapere chi sono gli E.P. guardate i miei interventi ai minuti 3-8-16.
Chi vuole saperne di più può anche leggere queste mie riflessioni, che sono il manifesto del gruppo Linkedin "Professional Piemonte".
Forse alcuni di voi sapranno che sono il rappresentante degli Executive Professional di Manager Italia Torino.
Manager Italia è l'associazione di categoria che rappresenta gli interessi dei dirigenti del terziario ma anche dei quadri di ogni settore e degli Executive Professional.
Se ne sapete poco e avete voglia di guardare un video, qui trovate una intervista al nostro Presidente.
Se poi avete una fretta pazzesca e volete solo sapere chi sono gli E.P. guardate i miei interventi ai minuti 3-8-16.
Chi vuole saperne di più può anche leggere queste mie riflessioni, che sono il manifesto del gruppo Linkedin "Professional Piemonte".
domenica 29 novembre 2015
La Gabanelli e le truffe finanziarie. Si sta aprendo un nuovo periodo di amare scoperte?
Buongiorno!
Nel 2009 ho scritto un post sulle truffe finanziarie (qui e qui) che resta ancora oggi valido.
Vi invito a leggere anche l'articolo sul paradosso di Condorcet, che trovo ancora molto interessante, sebbene tratti di tutt'altro.
Perchè ritorno sul tema delle truffe? In fondo avevo già detto tutto.
Farò una piccola integrazione dopo che un amico mi ha recentemente segnalato l'esistenza di una indagine di Report (Rai 3) che faceva riferimento ad una possibile truffa finanziaria perpetrata attraverso l'oro.
Quando scoppiano i bubboni delle truffe?
Non voglio fare una casistica dettagliata perchè non ne ho il tempo, ma in prima approssimazione direi che "aiuta" un periodo di prolungato ribasso del bene oggetto dell'investimento (truffaldino).
Mi spiego meglio.
Non solo chi si occupa di finanza comportamentale, ma anche chi si occupa di analisi tecnica dei mercati finanziari riconoscerà questi meccanismi.
La psicologia degli investimenti è fatta a livelli "barriera".
Se si guadagna un po' la gente vuole portare a casa "il regalino".
Se si guadagna molto la gente vuole tenere investito per sognare la villa.
Se invece si perde, l'investitore ha prima un momento di irrigidimento. Non vuole prendersi una perdita. Per lui è solo una flessione temporanea.
Poi quando le perdite sono rovinose vuole uscire a qualsiasi costo.
Quindi cosa succede sui mercati declinanti? In caso di ribasso la fase finale è quella che fa registrare il maggior numero di "morti e feriti":
E nel caso di una truffa che è legata ad un finto investimento su un bene dal prezzo declinante?
Se
- si tratta di una truffa modello "Stangata" (rif. ai miei post) il meccanismo di raccolta si inceppa e non c'è più la possibilità di continuare a raccogliere ulteriori soldi: quindi i truffatori spariscono con il bottino.
- si tratta di una truffa di tipo "difficoltà temporanea" il declino dei prezzi impedisce la ripresa degli affari della società e quindi si ha il crack defintivo.
Insomma il risultato è sempre il solito.
Ma come evitare tutto questo?
Premesso che nella vita, e quindi anche nella finanza, evitare le perdite è impossibile, ci sono almeno due vie.
1) Provare a fare i furbi. Se si sospetta di aver investito in una truffa è necessario uscire dopo aver guadagnato un po'. Consolidare un guadagno correlato alla mera fortuna è razionale. Si consolida prima di perdere quello che la sorte ha elargito.
Quando invece si è convinti della bontà del metodo di investimento "consolidare" in assenza di una chiara indicazione metodologica è una sciocchezza. Si tratta di una botta di emotività, che fa sempre danni.
2) Non prendersi mali di pancia e fare investimenti con tutti i crismi di Legge.
Oggi è più facile di un tempo. Rivolgetevi a Promotori Finanziari: le società sono solidalmente responsabili delle azioni dei rispettivi PF e vigilano. Quindi siete garantiti.
Non cedere alle lusinghe di chi vi propone scorciatoie apparentemente vantaggiose vi esporrà al solo rischio di perdite dovute alla volatilità del mercato. che possono essere ragionevolmente ridotte.
Nel 2009 ho scritto un post sulle truffe finanziarie (qui e qui) che resta ancora oggi valido.
Vi invito a leggere anche l'articolo sul paradosso di Condorcet, che trovo ancora molto interessante, sebbene tratti di tutt'altro.
Perchè ritorno sul tema delle truffe? In fondo avevo già detto tutto.
Farò una piccola integrazione dopo che un amico mi ha recentemente segnalato l'esistenza di una indagine di Report (Rai 3) che faceva riferimento ad una possibile truffa finanziaria perpetrata attraverso l'oro.
Quando scoppiano i bubboni delle truffe?
Non voglio fare una casistica dettagliata perchè non ne ho il tempo, ma in prima approssimazione direi che "aiuta" un periodo di prolungato ribasso del bene oggetto dell'investimento (truffaldino).
Mi spiego meglio.
Non solo chi si occupa di finanza comportamentale, ma anche chi si occupa di analisi tecnica dei mercati finanziari riconoscerà questi meccanismi.
La psicologia degli investimenti è fatta a livelli "barriera".
Se si guadagna un po' la gente vuole portare a casa "il regalino".
Se si guadagna molto la gente vuole tenere investito per sognare la villa.
Se invece si perde, l'investitore ha prima un momento di irrigidimento. Non vuole prendersi una perdita. Per lui è solo una flessione temporanea.
Poi quando le perdite sono rovinose vuole uscire a qualsiasi costo.
Quindi cosa succede sui mercati declinanti? In caso di ribasso la fase finale è quella che fa registrare il maggior numero di "morti e feriti":
E nel caso di una truffa che è legata ad un finto investimento su un bene dal prezzo declinante?
Se
- si tratta di una truffa modello "Stangata" (rif. ai miei post) il meccanismo di raccolta si inceppa e non c'è più la possibilità di continuare a raccogliere ulteriori soldi: quindi i truffatori spariscono con il bottino.
- si tratta di una truffa di tipo "difficoltà temporanea" il declino dei prezzi impedisce la ripresa degli affari della società e quindi si ha il crack defintivo.
Insomma il risultato è sempre il solito.
Ma come evitare tutto questo?
Premesso che nella vita, e quindi anche nella finanza, evitare le perdite è impossibile, ci sono almeno due vie.
1) Provare a fare i furbi. Se si sospetta di aver investito in una truffa è necessario uscire dopo aver guadagnato un po'. Consolidare un guadagno correlato alla mera fortuna è razionale. Si consolida prima di perdere quello che la sorte ha elargito.
Quando invece si è convinti della bontà del metodo di investimento "consolidare" in assenza di una chiara indicazione metodologica è una sciocchezza. Si tratta di una botta di emotività, che fa sempre danni.
2) Non prendersi mali di pancia e fare investimenti con tutti i crismi di Legge.
Oggi è più facile di un tempo. Rivolgetevi a Promotori Finanziari: le società sono solidalmente responsabili delle azioni dei rispettivi PF e vigilano. Quindi siete garantiti.
Non cedere alle lusinghe di chi vi propone scorciatoie apparentemente vantaggiose vi esporrà al solo rischio di perdite dovute alla volatilità del mercato. che possono essere ragionevolmente ridotte.
venerdì 23 ottobre 2015
Il diavolo in cattedra: conti di deposito. Quando le banche sono "trasparenti" come i diamanti
Negli ultimi anni mi sono più volte scagliato contro l'investimento in diamanti (anche qui).
Ma non l'ho fatto per odio verso quei bei sassolini. La mia è una avversione generica agli investimenti poco trasparenti.
In altre parole è bene sapere quanto si rischia prima di investire.Chi vuole capire il perchè di queste mie affermazioni deve leggere due post: cosa è un prezzo e quello dove "spiego" come la struttura di mercato influisce sui prezzi.
Per riassumere invece il concetto in una battuta: se c'è un mercato efficiente dove le informazioni circolano liberamente c'è vantaggio per tutti. Altrimenti c'è vantaggio solo per alcuni (e questi in genere non sono i miei lettori).
Gli ultimi che hanno imparato a loro spese la lezione sono gli azionisti della Popolare di Vicenza.
Hanno comperato fuori mercato a circa 60 euro circa una azione che forse vale un quarto di quel prezzo.
Capite quindi che un mercato dove le notizie circolano poco, possa - anche in assenza di profili di rilevo penale - essere svantaggioso per molti e vantaggioso per pochi.
Dopo questa lunga ma necessaria premessa arrivo all'argomento odierno.
Tutti noi sappiamo come funzionano i conti di deposito.
Si vincola una somma per alcuni mesi e si ottiene un tasso di rendimento più o meno allettante.
Certi Istituti offrono di più, altri di meno.
Tendenzialmente siamo spinti a scegliere il rendimento maggiore.
Ma è corretto scegliere basandoci solo sul rendimento offerto?
La questione è che ad ogni rendimento è associato un rischio.
Quindi sarebbe giusto ordinare i rendimenti correggendoli per il rischio.
La domanda quindi è: "Come avere una idea almeno spannometrica dei rischi che si corrono affidando i propri risparmi ad una certa banca?"Esiste (mi perdonino i lettori più tecnici) un "numeretto" che indica la solidità della banca. Si chiama CET1 ed è un rapporto tra il capitale ed i prestiti della banca. Più il coefficiente è alto e più la banca è sicura.
In verità esistono anche altri metodi per stimare il rischio di una banca, ma sono ancora di più per addetti ai lavori.
Notate anche che non sto parlando della sicurezza di una banca in quanto depositaria dei vostri titoli obbligazionari o azionari, sto parlando proprio e solo dei soldi che affidate alla banca nei conti correnti e nei conti di deposito.
Ebbene non è possibile fare una classifica delle banche più solide perchè i risultati dei test che producono il CET1 sono un dato riservato.
I coefficienti elaborati dalla BCE sono confidenziali, ovvero è facoltà della banca comunicarli o meno.
Insomma proprio l'opposto di come la banca tratta voi quando andate a chiedere un prestito: vuole sapere tutto, non solo di voi ma anche dei vostri familiari.
E visto che è facoltà degli istituti diffondere il proprio CET1 chi lo comunicherà?
Chi è nei guai, ma non troppo, per far vedere che in fondo non va così male.
E i primi della classe.
Gli altri non avranno incentivi a dare informazioni chiare sulla loro stabilità e quindi voi non avrete idea se l'offerta di una frazione di punto percentuale in più valga la candela.
Vedete come è importante la simmetria nel mercato? Quando prestate i soldi alla banca non potete avere le stesse informazioni che la banca pretende da voi, nel caso opposto.
Una mentalità medioevale.
A questo punto qualcuno potrebbe dire: "Ma che importa, tutti i depositi sono garantiti per Legge dallo Stato fino a 100 mila euro, per intestatario e per banca".
Vero. Ma
1) se si hanno più di 100 mila euro?
2) Vi piace così tanto trattare con chi vi tratta in modo asimmetrico?
Non solo. Le leggi cambiano. Immaginate se ci fosse una crisi bancaria grave. Non sarebbe possibile per il politico di turno decidere di tutelare solo 100 mila euro in TUTTO il sistema bancario e non più i 100 mila per OGNI banca?
Ci sarebbe una rivoluzione? Dite?
L'impatto di un tale provvedimento sarebbe molto conveniente per lo Stato. Ma anche molto popolare perchè si "fregherebbero i ricchi".
Il governante di turno direbbe: "Ho cambiato la regola perchè non è giusto che in questo momento io vi aumenti le tasse per rifondere i ricchi: costoro hanno depositato i loro soldi nelle banche meno sicure per guadagnare di più. Loro lo sapevano che non correvano un rischio perchè in caso di guai avreste pagato voi con le vostre tasse. Ma io vi ho difeso".
Fantascienza? In Austria è già successo qualcosa di simile a gennaio di quest'anno.
Insomma la direttiva Cipro si avvicina e il pubblico italiano non ha ancora capito che le banche hanno "cambiato pelle" da anni.
lunedì 19 ottobre 2015
Popolare di Vicenza quanto vale l'azione?
Gentili lettori
mi limito per questioni di tempo a segnalare questo articolo del Sole.
Interverrò presto con un commento di ampio respiro.
mi limito per questioni di tempo a segnalare questo articolo del Sole.
Interverrò presto con un commento di ampio respiro.
mercoledì 23 settembre 2015
Primi in classifica!
La classifica di Milano Finanza al 30 giugno ci pone al primo posto.
La ragione che ci ha permesso di fare bene, doppiando il benchmark, è riconducibile all'applicazione ai mercati finanziari di un modello matematico molto innovativo basato sulla teoria dell'unificazione. Ulteriori riferimenti all'utilizzo in finanza di questa teoria li potete trovare qui
Per capire se questa gestione possa esservi utile vi invito a contattarmi.
martedì 22 settembre 2015
Le emissioni inquinanti e la schedina del giorno dopo
La recentissima vicenda delle emissioni di fumi inquinanti ha molti interessanti risvolti. Taluni non sono propriamente diretti, ma non per questo sono da meno.
Un primo risvolto è relativo ad una polemica affatto nuova. "Eh, ma questa cosa si sapeva da tempo...".
Guarda caso DOPO tutto si sapeva da tempo.
Le uniche due eccezioni che ricordo riguardano la teoria della relatività e il crollo dell'URSS.
Anche se nei primi anni ottanta del secolo scorso un libro di un economista - conti alla mano - prevedeva entro un decennio il crollo dell'Unione Sovietica.
Tuttavia fu una voce isolata.
Il fatto è che la mente non è per nulla razionale e neutrale nel catalogare i ricordi e nell'interpretarli dopo averli ricordati.
Si tratta dei famosi "bias" che - applicati alla finanza - hanno portato Kahneman al premio Nobel.
Sono gli stessi "bias" che fanno dire alla zia Carlotta "eh... si vedeva che Franca non era la donna per te". Frase alla quale occorrerebbe replicare sempre: "Allora zietta, la prossima volta per favore avvertimi prima in modo chiaro, evita di cercare di farmelo capire."
Il fatto è che i media non sono nel business dell'informazione, ma in quello della vendita degli spazi pubblicitari. Così siamo investiti da una massa tale di notizie (o presunte tali) e non possiamo tenere conto di tutto quanto si dice e spesso non siamo neppure attrezzati per farne una cernita razionale.
Si finisce DOPO con il ripescare - ex post - solo le notizie che ci fanno piacere o comodo.
Prendono così forma tutti quei fantasmi che albergano nelle zone meno battute dalla nostra coscienza.
Per questa ragione anni addietro ho dovuto talora sorbirmi clienti che si lamentavano (in perfetta buona fede) del fatto che (ex post) era chiaro che le cose sarebbero andate in un certo modo.
Poi per fortuna almeno i miei clienti sono migliorati e da un po' di anni non sento più questi spropositi.
Una consolazione potrebbe essere il pensiero che tutto questo è relegato al mondo delle auto.
La finanza per esempio invece è molto più controllata...
Eppure un caso di emissioni truccate in finanza c'è eccome. Ne avevo già parlato.
Un medesimo investimento finanziario se è venduto come "fondo comune" deve contabilizzare le performance in un certo modo e se invece (si badi bene: il medesimo oggetto) viene venduto come "polizza vita" ha il permesso di contabilizzare la performance in modo totalmente differente, e più favorevole.
Stesse "emissioni" due valori....
Un primo risvolto è relativo ad una polemica affatto nuova. "Eh, ma questa cosa si sapeva da tempo...".
Guarda caso DOPO tutto si sapeva da tempo.
Le uniche due eccezioni che ricordo riguardano la teoria della relatività e il crollo dell'URSS.
Anche se nei primi anni ottanta del secolo scorso un libro di un economista - conti alla mano - prevedeva entro un decennio il crollo dell'Unione Sovietica.
Tuttavia fu una voce isolata.
Il fatto è che la mente non è per nulla razionale e neutrale nel catalogare i ricordi e nell'interpretarli dopo averli ricordati.
Si tratta dei famosi "bias" che - applicati alla finanza - hanno portato Kahneman al premio Nobel.
Sono gli stessi "bias" che fanno dire alla zia Carlotta "eh... si vedeva che Franca non era la donna per te". Frase alla quale occorrerebbe replicare sempre: "Allora zietta, la prossima volta per favore avvertimi prima in modo chiaro, evita di cercare di farmelo capire."
Il fatto è che i media non sono nel business dell'informazione, ma in quello della vendita degli spazi pubblicitari. Così siamo investiti da una massa tale di notizie (o presunte tali) e non possiamo tenere conto di tutto quanto si dice e spesso non siamo neppure attrezzati per farne una cernita razionale.
Si finisce DOPO con il ripescare - ex post - solo le notizie che ci fanno piacere o comodo.
Prendono così forma tutti quei fantasmi che albergano nelle zone meno battute dalla nostra coscienza.
Per questa ragione anni addietro ho dovuto talora sorbirmi clienti che si lamentavano (in perfetta buona fede) del fatto che (ex post) era chiaro che le cose sarebbero andate in un certo modo.
Poi per fortuna almeno i miei clienti sono migliorati e da un po' di anni non sento più questi spropositi.
Una consolazione potrebbe essere il pensiero che tutto questo è relegato al mondo delle auto.
La finanza per esempio invece è molto più controllata...
Eppure un caso di emissioni truccate in finanza c'è eccome. Ne avevo già parlato.
Un medesimo investimento finanziario se è venduto come "fondo comune" deve contabilizzare le performance in un certo modo e se invece (si badi bene: il medesimo oggetto) viene venduto come "polizza vita" ha il permesso di contabilizzare la performance in modo totalmente differente, e più favorevole.
Stesse "emissioni" due valori....
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