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Visualizzazione dei post da maggio, 2025

Certificati d’Investimento: Promesse di Sicurezza che Nascondono Rischi Reali

I certificati d’investimento sono spesso presentati come prodotti “protetti” o “a capitale condizionatamente garantito” e che offrono anche un buon un rendimento: sembrano a prima vista una risposta ragionevole alle esigenze di un investitore avverso al rischio.  Ma è proprio quando i sottostanti scendono bruscamente e la volatilità aumenta – che si manifesta uno dei rischi più insidiosi e meno visibili: l’effetto barriera . L’effetto barriera può trasformare un certificato da prodotto con “potenziale rendimento positivo anche in mercati laterali o deboli”, a strumento che consolida una perdita. Da qui la domanda fondamentale: i certificati d’investimento offrono davvero la sicurezza che promettono?  Come sempre il diavolo si nasconde nei dettagli e non è possibile in un breve articolo dare una risposta esaustiva, tuttavia occorre tenere presente alcune questioni prima di aderire all’offerta di comperare un certificate. Cos’è l’evento barriera e perché può diventare un rischio...

Il PAC è sempre un piano B

Prendete un quadrato di lato 2. Qual è la sua area? 2X2=4 Ma 4 è anche la metà del perimetro: 2+2=4 Quindi sia sommando sia moltiplicando si ottiene il risultato “giusto”. Come vedete, a volte, per le ragioni sbagliate si fa la cosa giusta. E il PAC è un caso simile  Il PAC: un risultato virtuoso per ragioni sbagliate Passiamo ora dalla geometria alla finanza. Investire in Borsa è fondamentale ma non molti lo fanno. Per ovviare al problema ai piccoli risparmiatori italiani spesso viene proposto il Piano di Accumulo del Capitale , o PAC. Il PAC funziona così: invece di investire tutto il capitale disponibile in un colpo solo (come nel PIC – Piano di Investimento di Capitale), si versano somme regolari nel tempo, acquistando quote di uno strumento finanziario (tipicamente un fondo). Questa pratica ha l’indubbio vantaggio di educare l’investitore alla costanza e alla pazienza, forzandolo a guardare lontano. In Italia, dove la cultura finanziaria media è limitata e spesso focalizzata ...

Investire in argento conviene davvero? Puntare sulla transizione ecologica in modo differente, ma non solo

In un’epoca di incertezza l’interesse per gli investimenti alternativi è tornato prepotentemente alla ribalta. Tra questi, l’argento si distingue per una combinazione unica: è sia metallo prezioso sia componente strategica per numerose industrie. Ma ha davvero senso investire in argento oggi? Oppure resta una scommessa ad alto rischio, riservata agli investitori più aggressivi? 1. Argento: un metallo industriale con anima rifugio Le previsioni per il 2025 indicano una possibile crescita del prezzo dell’argento fino a 36–38 dollari l’oncia, rispetto ai 18–26 degli anni precedenti. Due fattori guidano questo trend: Domanda industriale in espansione : l’argento è indispensabile in settori chiave della transizione energetica e digitale. Dal fotovoltaico (che da solo nel 2025 rappresenterà circa il 20% del consumo industriale), alle auto elettriche, dai semiconduttori ai dispositivi medici, l’utilizzo dell’argento è destinato ad aumentare. Offerta strutturalmente in deficit : per il quarto ...

Meglio il mattone o le azioni?

Quando si parla di investimenti, una domanda torna ciclicamente tra gli investitori privati: meglio puntare sul mattone o sulle azioni?   Sebbene i dati oggettivi possano offrire risposte articolate, è evidente che – almeno sul piano emotivo – l’investimento immobiliare risulti più rassicurante e convincente rispetto a quello azionario.  Ma perché? Cosa rende il possesso di una casa più tranquillizzante rispetto a un portafoglio titoli, anche quando i rendimenti effettivi non lo giustificano? 1. La psicologia del possesso: concretezza batte volatilità Un immobile è visibile, tangibile, visitabile. Il solo fatto che si possa toccare e vedere genera una sensazione di controllo. Al contrario, le azioni sono entità astratte: numeri in un portafoglio, soggette a variazioni continue, legate a decisioni aziendali, geopolitica e umori del mercato. Il mattone, insomma, “non tradisce mai” – o almeno così pare. Questa percezione è rafforzata dal fatto che il mercato immobiliare appare st...