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mercoledì 9 novembre 2011
This is the end my only friends
Berlusconi ha annunciato le dimissioni entro 15 giorni circa.
Poiché non è stato sfiduciato dalle Camere la prassi vuole che sia investito di un mandato esplorativo per la formazione di un nuovo governo. La durata del mandato potrebbe essere di circa una settimana.
Il commissario all’economia Rehn ha inviato al governo il 4 novembre una lettera con 39 domande molto puntuali per chiedere chiarimenti su come si intende materialmente tenere fede agli impegni chiesti dall’Europa.
Poiché il governo è dimissionario in pectore la risposta presumibilmente sarà debole, ammesso che venga data.
Gli operatori finanziari in assenza di risposte chiare e nella previsione di un periodo di ulteriore assenza di azione di governo come misura minimale si asterranno dal “comperare Italia” a dispetto delle valutazioni attraenti poichè richiederanno un ulteriore aumento del premio per il rischio: si verificherà pertanto un ulteriore aumento dello spread e una diminuzione dei corsi azionari.
Relativamente ai Titoli di Stato italiani occorre rappresentare che oltre certi livelli non lontani da quelli attuali la Cassa di Compensazione di Londra non li accetterà più come garanzia per le operazioni bancarie. Quindi diventerebbero un peso morto nei portafogli. In previsione di questo fatto molte banche pertanto potrebbero provvedere a liquidare i nostri bond più intensamente di quando non fatto fino ad ora.
La BCE pare essere stato attuale il solo compratore sostanziale di Titoli italiani, ma se dovesse diventare manifesta l’impossibilità di arginare la forbice dello spread BTP BUND potrebbe dover desistere.
giovedì 10 marzo 2011
L'importanza dell'equilibrio
L'anno scorso sono stati impiegati fiumi di inchiostro per mettere in evidenza che il periodo 2000 - 2010 era passato senza che gli indici azionari dei paesi occidentali avessero fatto nuovi massimi. Pertanto le tradizionali attese degli investitori in capitale di rischio erano state tradite.
Oggi la situazione è di massima incertezza, come sempre, d'altra parte.
Diventa quindi utile poter disporre di uno strumento per ragionare su quale percentuale di azioni e di obbligazioni il cliente desidera detenere in portafoglio nel lungo periodo.
Ai clienti che hanno un orizzonte temporale di 10 anni mostro una tabella simile a questa.

Le quattro colonne (75-25; 50-50; 25-75; 0-100) rappresentano differenti mix di portafoglio: tutto a destra c'è il portafoglio 100% obbligazionario. Spostandoci via via a sinistra si incrementa la quantità di azioni del 25% (riducendo ovviamente quella di obbligazioni).
La colonna più a sinistra, quella con le percentuali che variano dal +25% al -25%, rappresenta il livello di rendimento medio annuo del mercato azionario. Tale livello non è previsivo, è ipotetico.
Sulle righe della tabella in corrispondenza al rendimento azionario prescelto si trovano i valori del montante relativo a quel mix di portafoglio.
Mi spiego meglio.
La tabella risponde a questa domanda: "Cosa succede al mio portafoglio investito in X% di azioni e Y% di obbligazioni nell'ipotesi che il mercato azionario renda lo Z% tutti gli anni per 10 anni?".
Ammettiamo per esempio di aver scelto un mix di 25% di azioni e 75% di obbligazioni e di decidere che il mercato azionario faccia 0 per 10 anni. Tra 10 anni avremo un capitale di 134, generato interamente dalla componente del reddito fisso, poichè il 25% azionario per ipotesi non ha prodotto alcunché.
Se immaginiamo per lo stesso portafoglio (25% azionario) un rendimento del 10% all'anno il montante (capitale + interessi) sarà 174. Se invece immaginiamo il rendimento azionario pari a -10% all'anno (tutti gli anni) il montante sarà 118.
Se il mix tra azioni e obbligazioni sarà invece 50% in quest'ultimo caso il montante sarà 90.
Si sarà cioè perso il 10% del capitale iniziale.
Interessante notare che in questo decennio orribile il FTSE MIB ha perso il 7% circa all'anno tutti gli anni.
Pertanto con una bilanciatura prudente si sarebbe il montante sarebbe stato positivo o poco negativo, nonostante tutto.
Oggi la situazione è di massima incertezza, come sempre, d'altra parte.
Diventa quindi utile poter disporre di uno strumento per ragionare su quale percentuale di azioni e di obbligazioni il cliente desidera detenere in portafoglio nel lungo periodo.
Ai clienti che hanno un orizzonte temporale di 10 anni mostro una tabella simile a questa.
Le quattro colonne (75-25; 50-50; 25-75; 0-100) rappresentano differenti mix di portafoglio: tutto a destra c'è il portafoglio 100% obbligazionario. Spostandoci via via a sinistra si incrementa la quantità di azioni del 25% (riducendo ovviamente quella di obbligazioni).
La colonna più a sinistra, quella con le percentuali che variano dal +25% al -25%, rappresenta il livello di rendimento medio annuo del mercato azionario. Tale livello non è previsivo, è ipotetico.
Sulle righe della tabella in corrispondenza al rendimento azionario prescelto si trovano i valori del montante relativo a quel mix di portafoglio.
Mi spiego meglio.
La tabella risponde a questa domanda: "Cosa succede al mio portafoglio investito in X% di azioni e Y% di obbligazioni nell'ipotesi che il mercato azionario renda lo Z% tutti gli anni per 10 anni?".
Ammettiamo per esempio di aver scelto un mix di 25% di azioni e 75% di obbligazioni e di decidere che il mercato azionario faccia 0 per 10 anni. Tra 10 anni avremo un capitale di 134, generato interamente dalla componente del reddito fisso, poichè il 25% azionario per ipotesi non ha prodotto alcunché.
Se immaginiamo per lo stesso portafoglio (25% azionario) un rendimento del 10% all'anno il montante (capitale + interessi) sarà 174. Se invece immaginiamo il rendimento azionario pari a -10% all'anno (tutti gli anni) il montante sarà 118.
Se il mix tra azioni e obbligazioni sarà invece 50% in quest'ultimo caso il montante sarà 90.
Si sarà cioè perso il 10% del capitale iniziale.
Interessante notare che in questo decennio orribile il FTSE MIB ha perso il 7% circa all'anno tutti gli anni.
Pertanto con una bilanciatura prudente si sarebbe il montante sarebbe stato positivo o poco negativo, nonostante tutto.
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