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domenica 7 ottobre 2012

Qualcosa da sapere sulle tasse - parte prima

Chiedo scusa in anticipo perchè questo intervento sarà articolato in due post lievemente tecnici, tuttavia nulla che non possa essere capito anche uno studente dell'ultimo anno delle superiori, per lo meno di quelli che erano giovani quando si sentiva questa canzone

La ricompensa per le fatiche che patiremo sarà però elevata perchè ci permetterà di comprendere alcune cose che in genere non si percepiscono, se non si ha almeno una infarinatura di economia.

Cosa succede quando tassiamo un bene?
Chi paga la tassa? 
Perchè si dice che tassare deprime l'economia?

Per rispondere iniziamo con introdurre un concetto elementare. 
Perchè si produce una certa quantità di un certo bene e lo si vende proprio a quel prezzo?

Noi tutti abbiamo sentito dire almeno una volta nella vita che il prezzo è dato dall'incrocio tra la domanda e l'offerta. Disegnamole.


Facciamo l'ipotesi più semplice. Ci sono infinite aziende ed infiniti consumatori, e nessuno ha la forza per influenzare il mercato. 

Immaginiamo di riferirci alla domanda ed offerta di birra (la mia altra passione).

Tracciamo un piano cartesiano: sull'asse X indichiamo i litri di birra prodotti o producibili e sull'asse Y il prezzo al litro. 

L'offerta può essere rappresentata da una retta inclinata positivamente perchè più aumenta il prezzo della birra, più ci saranno operatori disposti ad entrare ex novo nel settore e altri operatori (quelli che già producevano a prezzi inferiori) saranno disposti a far fare gli straordinari ai dipendenti.

La domanda è una retta inclinata negativamente perchè quando la birra costa come lo champagne anche a me verrebbe il dubbio se non sia il caso di spendere diversamente i miei soldi.


L'incrocio tra domanda ed offerta determina il livello di prezzo e la quantità prodotta (dette di equilibrio).

Se siete arrivati fin qui il più è fatto.

Immaginiamo che fino a ieri non ci fossero tasse sulla birra. Da oggi il governo introduce una tassa fissa (per es. 1 euro per ogni litro di birra). 

Questo provvedimento fa scivolare verso il basso la curva (la retta) della domanda: a prezzi maggiori meno gente compera birra. Se la tassa anzichè fissa fosse una percentuale del prezzo (come l'Iva) non ci sarebbe solo un downshift della curva, ma anche una rotazione poiché il valore della tassa sarebbe maggiore a prezzi più alti e minore a prezzi inferiori.


Adesso avremo un nuovo prezzo ed una nuova quantità di equilibrio. La linea blu della domanda non esiste più. Ricordatelo bene!

Ma non solo.

In realtà avremo due prezzi



Il prezzo pagato dal consumatore comprende l'imposta, che è riscossa dal venditore che poi la gira allo Stato.

Per i produttori è razionale produrre Q2 e devono vendere a P. produttore altrimenti vanno in perdita (la dimostrazione la salto perché non è il nostro obiettivo odierno, ma potete provare da soli a capire il perché).

Qual'è il gettito fiscale della tassa?


E' il rettangolo, che è dato dalla quantità venduta per l'imposta.

Concludiamo questo post facendo vedere quello che sappiamo intuitivamente da sempre. Normalmente introducendo una imposta si alzano i prezzi del consumatore, si abbassano i prezzi (e quindi i ricavi) ricevuti dal produttore e lo Stato lucra la differenza.
Lo so, fino ad adesso non vi ho raccontato nulla di particolare. 
Il bello verrà la prossima settimana.
Una sola nota. Vedete dove passa la linea che indicava il vecchio prezzo? 
Divide il rettangolo del gettito approssimativamente in metà.
Le domande alle quali risponderemo nel prossimo post saranno: 
se impongo una tassa chi la paga veramente? Non vi sarà sfuggito che materialmente la paga il consumatore. Ma questa è una visione superficiale.
Quali sono i beni da tassare? 
Perchè si batte sempre sulle stesse tasse?

venerdì 8 giugno 2012

Tassazione scudo fiscale

L’imposta riguarda le attività finanziarie che sono state oggetto delle operazioni di emersione (cosiddetto “scudo fiscale”) attraverso la procedura del rimpatrio (fisico e “giuridico”) e che sono detenute in regime di riservatezza alla data del 31 dicembre di ciascun anno.



L’imposta di bollo speciale non è invece dovuta per le attività regolarizzate che non hanno usufruito del regime della segretazione.

I patrimoni sono soggetti a decorrere dal periodo d’imposta 2011 a un’imposta di bollo speciale annuale.

L’imposta è dovuta nella misura del:
• 10 per mille per il 2011;
• 13,5 per mille per il 2012;
• 4 per mille per gli anni successivi.


Per il primo anno di applicazione l’imposta è determinata con riferimento al valore delle attività segretate alla data del 6 dicembre 2011.


Se nel corso del periodo d’imposta successivo al 2011 viene meno in tutto o in parte il regime di riservatezza, l’imposta è dovuta in ragione del periodo in cui le attività finanziarie hanno fruito di tale regime.


Il regime della riservatezza viene meno anche per effetto dell’esibizione della dichiarazione riservata in sede di accessi, ispezioni e verifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria


Si prevede l’applicazione di un’imposta straordinaria pari al 10 per mille delle attività finanziarie rimpatriate che, nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio e il 6 dicembre 2011, sono state in tutto o in parte prelevate a qualsiasi titolo in via definitiva dal rapporto. Si tratta di un’imposta una tantum il cui versamento va effettuato nell’anno 2012.


L’imposta di bollo speciale e l’imposta straordinaria sui prelievi sono calcolate sull’ammontare delle somme di denaro e sul valore di mercato delle attività finanziarie o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso, determinati alla data del 31 dicembre di ciascun anno, ovvero del 6 dicembre 2011 relativamente all’imposta dovuta per tale anno, ovvero alla data del prelievo. Per le attività finanziarie che non presentino né un valore nominale né un valore di rimborso si deve tener conto del valore di acquisto.


Gli intermediari specificamente individuati dall’articolo 11, comma 1, lettera b), del decreto legge n. 350 del 2001 provvedono a trattenere l’imposta di bollo speciale annuale e l’imposta straordinaria sui prelievi dal conto del soggetto che ha effettuato l’emersione o ricevono provvista dallo stesso contribuente.


Qualora il contribuente abbia trasferito il rapporto segretato presso un altro intermediario nel corso del 2011, l’intermediario presso cui il rapporto è detenuto al 6 dicembre 2011 è tenuto all’applicazione e al versamento dell’imposta speciale relativa al 2011.

mercoledì 7 aprile 2010

Contrastare il lato oscuro della forza

Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM
La finanza è indispensabile per il funzionamento dell'economia moderna, ma come tutte le tecnologie non deve essere fine a sè stessa.
Questa premessa apre una contesa infinita poichè implica l'esistenza di un "giusto" limite che deve essere posto alla libertà individuale a favore del bene della collettività, ed è noto che questo limite vari.
Sta dunque alla sensibilità individuale e alla Società cercare regole che permettano lo sviluppo dell'interesse generale e che, se indispensabile, mortifichino quello particolare.
In quest'ottica mi permetto di segnalare una causa chiamata 005. Si tratta di una petizione per l'istituzione della Financial Trasaction Tax, ovvero di una tassa da imporre globalmente su tutte le transazioni di valori mobiliari.
Il valore dell'imposta è relativamente modesto, si tratta dello 0.5 per mille applicato al controvalore di ogni transazione effettuata.
Tale imposta avrebbe l'effetto di frenare i movimenti speculativi molto rapidi che oggi sono di gran moda e che vengono spesso eseguiti tramite sofisticatissime reti di computer, con l'intento di cercare di guadagnare anche su minime oscillazioni di prezzo: si parla di decine o centinaia di ordini al secondo.
L'utilizzo di tecniche estreme ha causato, lo scorso inverno, alla Borsa di Londra un black out informatico di svariate ore. Si suppone che la causa fosse un flusso estremamente intenso di ordini provenienti da quei sistemi.
Nell'ottica dei proponenti l'attività di investimento su tempi medi non verrebbe danneggiata grazie appunto all'esiguità della tassa.
Un vantaggio ulteriore che rilevo in questa proposta è che l'investitore "umano" avrebbe a che fare con un mercato un po' meno volatile, e questo potrebbe ridurre un poco la ritrosia verso gli investimenti finanziari.
Chi volesse approfondire può seguire il link

http://www.zerozerocinque.it/index.php