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La Banana di Cattelan: Una Riflessione sul Valore delle Cose

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La vendita della famosa banana di Maurizio Cattelan, fissata a un muro con del nastro adesivo e battuta all'asta per oltre 6 milioni di dollari, ha suscitato reazioni forti. Ma, invece di indignarci, non sarebbe più utile porci alcune domande fondamentali sul concetto di valore ? Chi decide il valore di un bene o un servizio? Nel nostro sistema economico, il valore non viene stabilito da considerazioni morali, ma da dinamiche di mercato. Domanda e offerta regolano i prezzi, che si tratti di una banana trasformata in opera d’arte o di un servizio professionale. Non è forse questo lo stesso principio che accettiamo quotidianamente per valutare il nostro lavoro o i prodotti che compriamo? E quanti tra i critici di questa vendita, operano in un sistema diverso? Immagino che molti degli indignati lavorino in contesti dove il prezzo non solo non riflette il costo reale, ma ciò che il mercato è disposto a pagare, il valore soggettivo.  E quanti tra costoro pensano bene delle criptovalute...

Salvador e Bitcoin, Falkland. Quale lezione per l'investitore?

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  il cervello umano ha una percezione del rischio che è asimmetrica. E’ avverso al rischio se sta guadagnando ma è incline alle perdite se sta già perdendo. E questo è importante perchè... clicca qui per vedere il video

Prospettive economiche e strategie di investimento per il 2022

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 Per vedere il video cliccare qui

Non emozionarti. Centra il bersaglio!

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Per guardare il video clicca qui https://youtu.be/jPuIxVjh-00 Nel nostro mondo, quello dell’abbondanza le caratteristiche tecniche non vendono. Le motivazioni di acquisto sono altrove, nelle emozioni. 

La pizza e gli investimenti

  Durante i recenti lock down, alcuni – ed io sono tra questi - si sono dedicati alla pizza. Come me avranno visto decine di video su youtube e poi fatto esperimenti di impasto e lievitazione. Saranno diventati esperti di forza della farina, di processi di lisi delle proteine, di maturazione e poi di cottura. Molti alla fine avranno sperimentato che il risultato ottenuto,- alla faccia di quello che ci avevano detto nei video - non era identico a quello della pizzeria. Vuoi perché il forno non era quello giusto, vuoi perché le materie prime non erano quelle indicate, vuoi perché ci vuole un po’ di esperienza anche solo a stendere la pizza... Così oggi, dopo il lock down, quando voglio mangiare una ottima pizza vado in una buona pizzeria, dove posso scegliere tra almeno una trentina di gusti differenti. E la pizza è sempre al massimo livello. Adesso se togliamo la parola pizza e mettiamo la parola investimenti vi propongo di ripetere il ragionamento.

Le bollette ci fanno investire male

Vi siete mai chiesti perché le banche non fanno pagare commissioni per pagare le bollette della luce e del telefono? Perché sono buone? No. Perché hanno cambiato pelle.

Investire da adulti

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  Clicca qui per vedere il video Essere investitori adulti vuol dire non comperare d’impulso il primo oggetto che ci sembra bello. E il problema non è trovare uno strumento per investire su un certo mercato, ma trovare il mercato sul quale investire.

Investire è come nuotare

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Una persona terrorizzata dal tenere la testa sott’acqua deve quindi per forza restare attaccata allo scoglio o al salvagente, perché non ha altre opzioni. Queste persone non godranno mai del mare o della piscina fino in fondo.

Cresci o muori

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Clicca qui per ascoltare il video Quando un governante o un aspirante tale dice: “I soldi per  fare questo ci sono” afferma che o l’economia è in crescita e  allora i soldi per fare quello che dice ci potrebbero essere, si  tratta di fare i conti se bastano; o l’economia non è in  crescita e allora per fare quella certa cosa o si taglia altrove o si fa debito.

Chi ti cura?

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"Curare", in italiano è un verbo che viene usato genericamente. Altre lingue sono più precise. Ad esempio in inglese ci sono due verbi: "Cure" e "care". Partendo da questa osservazione mostro che una volta in banca 30 e rotti anni fa c'era cura per il cliente mentre adesso le condizioni sono cambiate ed è strutturalmente quasi impossibile averne. https://youtu.be/clcr8MayCUE

Carige e le sue sorelle

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Qui puoi ascoltare l'audio #1. Quante banche sono andate in crisi? Tra il 1995 ed il 2015 100 banche sono andate in crisi in Italia. La metà non è poi fallita ma l’altra metà si. Qualcuno se ne è accorto? Non credo. Perchè? Prevalentemente perchè si trattava di piccole banche locali che sono state comperate da banche maggiori. E oggi? Cosa succede quando una banca va in crisi? #2. Come funziona una banca? Facciamo un passo indietro. Una banca è un ganglio vitale dell’economia. Lo spiego con un esempio rapidissimo. Ho 100 euro e li verso in banca . La banca sa che statisticamente se tiene euro 10 euro su 100 a mia disposizione per i prelievi è tranquilla. Potrà prestare gli altri 90. E ad es. li presta ad una impresa che li usa per pagare il suo unico dipendente. Questo signore li riporta nella stessa banca versando nel suo deposito 90. E la banca ripete il gioco e potrà rimetterne in circolazione 80. E li presterà al verduriere, che pagherà il suo fo...

Che fine hanno fatto i PIR?

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Ascolta l'audio del responsabile dell'Ufficio Studi della Cellino e Associati SIM

L’Italia a cavallo della tigre deve preoccupare anche i risparmiatori

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Per ascoltare il Podcast Cliccate Qui Nonostante il vigoroso rimbalzo dei mercati e la politica monetaria ritornata di nuovo accomodante le preoccupazioni di fine anno non sono scemate . Vediamo alcuni aspetti. La fragilità del debito italiano . Non è l’importo in sé e volendo neanche il rapporto debito Pil ad essere preoccupante. Estremizzando molto non esiste un punto di non ritorno, non è un confine fisico superato il quale “si muore”: semplicemente se una grandezza - il debito – cresce più della grandezza che serve per ripagarlo – il PIL – questo diventa insostenibile alla lunga.  Il debito pubblico italiano ha elevata vita residua e questo concede a chi governa pro tempore l’ illusione di essere in grado di non restare con il cerino in mano , e quindi rimanda gli interventi necessari ma dolorosi. E prima che gli elettori capiscano che la situazione è compromessa passa molto tempo. E quando se ne accorgono sarà tardi per fare qualcosa. Ci sono almeno due modi per pe...

Il vantaggio di non avere idee... forti

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Le emozioni sono lo stimolo giusto per investire? Tutti gli anni a maggio faccio un post dedicato a questo argomento, per verificare se nel tempo l'idea origiraria sia confermata o meno.  Troverete qui i miei precedenti pensieri:  2011 - 2010 - 2009 Quest'anno - complici le elezioni greche - non ho tanta testa per scrivere a lungo. Non di meno come diceva Budda "un'immagine vale più di mille parole". Quindi vi faccio vedere come sia opportuno investire su un indice azionario onnicomprensivo piuttosto che su un indice settoriale. In altri termini, o si hanno le idee chiare sul perchè si fanno le cose o è meglio non farsi dominare da idee non verificate. Il grafico rappresenta un investimento di 1000 euro fatto su ETF rappresentativi di: - un indice azionario mondiale (blu),  - un indice azionario sull'acqua (giallo) - un indice azionario sulle foreste (verde), - un indice azionario sulle materie prime (rosso) - un indice sulle n...

La fisiologia e gli investimenti

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM L’uomo , secondo alcuni eminenti psicologi, è fisiologicamente portato ad investire in asset a bassa volatilità *. Un anno fa scrivevo: “Secondo la Finanza Comportamentale, mediamente, la perdita di una somma è percepita come doppiamente dolorosa rispetto al guadagno del medesimo importo.”.** http://epsilon-intervallo-grande.blogspot.com/2009/02/azioni-e-motori-gioie-e-dolori.html Sebbene non sia l’unica regola di cui tenere conto, è tra le più immediate e quindi permette a tutti di iniziare a pensare in modo critico alle proprie reazioni ed ai propri atteggiamenti di investimento. Per esercitarci proviamo a fare, sulla sola base di questa ipotesi, il bilancio emotivo dell’investitore che ha comperato l’azione X e che ne osservi quotidianamente l’andamento per un mese. Immaginiamo per semplicità che il corso dell’azione sia privo di trend, ovvero che si muova casualmente oscillando intorno al prezzo di acquisto. Dopo un mese, se i pes...

Il dollaro e le vecchie abitudini

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, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM Uno degli ambiti della psicologia è l’intervento per la ristrutturazione dei comportamenti inadeguati. Una abitudine inizialmente funzionale infatti, se riprodotta in un contesto differente, può diventare dannosa. Mi pare che in finanza si possano trovare esempi interessanti, come la percezione che il dollaro sia una valuta forte. Per fare una valutazione di ampio respiro prendiamo in esame il periodo dal 1970 ad oggi, e per comparare i dati correggiamo il cross lira dollaro con il cambio lira euro (1936.27). ( I dati sono tratti dal sito di Bankitalia per i valori lira/dollaro dal 1970 al 1999 e per i valori euro/ dollaro dal 1999 al 2008; gli altri sono mie elaborazioni) Il cross euro/dollaro è espresso “Certo per Incerto”, ovvero se il cross vale “1.45” occorrono 1.45 dollari per comperare un euro. Possiamo notare che dal 1970 al 1985 il dollaro si è apprezzato: nel 1970 ne occorrevano 3 per comperare un euro, ma...