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venerdì 21 dicembre 2018

Video - I cognomi e gli stili di investimento



Il money management è una parte assolutamente non banale della gestione di un portafoglio. Vediamo come a fronte di un mercato che a fine anno fa 0 si possa perdere o guadagnare.

venerdì 14 dicembre 2018

Podcast - I Giapponesi hanno inventato i futures


Chi non sa cosa sono i futures non si preoccupi, lo intuirà strada facendo

I giapponesi crearono con tutta probabilità la prima Borsa dei derivati, con il  riso.

Dopo un secolo di guerre feudali il signore di Tokio - Tokugawa Ieyasu – prevalse nella battaglia di Sekigahara diventando così Shogun di tutto il Giappone.

Dopo la sua vittoria obbligò i feudatari a vivere con le loro famiglie a Tokio, (interessante notare che accadde qualcosa del genere anche in Francia, nello stesso periodo) e quando questi ritornavano presso le proprie terre, lasciavano le famiglie in ostaggio.

Non avendo altre possibilità di competere, i feudatari sottomessi a Ieyasu, iniziarono farlo conducendo una vita sfarzosa, grazie ai proventi ottenuti dalla vendita del riso.

Quando la produzione dell'anno in corso era stata completamente venduta si passava all’annata successiva (futura, appunto). I magazzini rilasciavano apposite ricevute per questo riso “futuro”, detto allora "riso vuoto".

Come è noto (anche ad esempio ai cultori della vita e delle opere di S. Francesco Saverio), sempre in quel periodo Ieyasu stesso iniziò una durissima politica di isolazionismo e di antioccidentalismo che caratterizzò il Giappone fino alla seconda metà del secolo scorso, quando due cannoniere americane ormeggiate nella baia di Tokio “convinsero” i giapponesi ad aprirsi al mondo.

Commerciare sul “riso vuoto” generò molta speculazione e con essa nacque l' analisi tecnica. Il trader più famoso di quei tempi Homma comprese che c'era una relazione emotiva che legava domanda ed offerta.

In altre parole comprese che c'era differenza tra il valore ed il prezzo.

Questa differenza è valida ancora oggi. E' incerto se Homma inventò le celeberrime candele giapponesi (un metodo di analisi oramai molto noto anche in occidente), ma comprese che l' aspetto psicologico del mercato era un fattore critico per operare con successo.

Concludo specificando che un contratto futuro è un contratto a termine standardizzato. Cioè un accordo col quale due controparti si impegnano a scambiarsi ad una certa scadenza standard, quantità e qualità standardizzate di uno specifico bene.

venerdì 7 dicembre 2018

Podcast - Perchè si dice Orso e Toro?


Qualcuno forse non sa che ci potrebbe essere più di una ragione per la quale gli acquirenti dei mercati finanziari vengono detti tori, mentre i venditori sono detti orsi.

L’origine e la datazione delle espressioni sono molto incerte, ma già alla fine del 1800 i termini erano presenti nel dizionario inglese di Oxford.

Sulla nascita delle espressioni vi sono molte ipotesi, tutte ugualmente buone, e probabilmente i vocaboli sono stati usati in ciascuna di queste accezioni fino ad integrarsi nello slang finanziario.

Ecco le ipotesi che conosco:

  • Nel periodo a cavallo tra il Medio Inglese e l’Inglese Moderno “bulla” era il termine per indicare il contratto, l’odierno “bill”: quindi quando un mercato saliva, i detentori di “bulla” (cioè chi aveva già comperato) erano favoriti, mentre quando il mercato scendeva le controparti dei “bulla”, cioè i “bearers” erano avvantaggiati.
  • Ma non è l’unica spiegazione: Bull è anche una contrazione di “bully” nell’accezione obsoleta di “eccellente”.
  • Inoltre con riferimento agli animali, si pensava (erroneamente) che il toro fosse più veloce di un orso e quindi che potesse essere usato come icona di un trend rialzista “feroce”.
  • Occorre poi notare che gli orsi vanno in letargo, a differenza dei tori. C’è poi chi sostiene che si potrebbe cogliere un riferimento alle due grandi famiglie di banchieri rivali, quelle dei Barings e dei Bulstrodes.
  • Infine quasi tutti sanno che l’orso colpisce dando zampate dall’alto verso il basso mutuando graficamente un movimento ribassista mentre il toro incorna dal basso verso l’alto.

Una semplice osservazione viene spiegata in modo soddisfacente in molti modi differenti e tutti potenzialmente validi.

Una delle morali che si potrebbero trarre da questo post è relativa alla sostanziale inutilità delle “spiegazioni” dei giornalisti economici, che si affannano a legare i movimenti di mercato ai fatti di cronaca.

venerdì 23 novembre 2018

Podcast - Certificati e Fagiolini


La struttura di mercato influisce sui prezzi. Se potete solo comperare ma non potete vendere avete meno potere della vostra controparte ovvero spendete di più. Avete mai immaginato di vendere alla banca il certificate che la banca vi vuole vendere? Vi direbbe di no. Però ci sono titoli che potete vendere ad una controparte dalla quale non le avete acquistate preventivamente. Allora c'è qualcosa che non va... vediamo un po'...

venerdì 16 novembre 2018

Podcast - Investire in Oro?


Vale la pena investire in oro?

La risposta come sempre è dipende. Da cosa? Da cosa vogliamo ottenere.
Da cosa difende l’oro? Molto sommariamente possiamo dire che difende primariamente dall’inflazione e dall’incertezza geopolitica. Ma serve anche per diversificare i propri investimenti, come vedremo alla fine.

Ci sono molti modi per possedere oro. Acquistare monete, lingotti o uno strumento finanziario che rappresenti oro. La scelta dello strumento dipende dai nostri scopi.

Se vogliamo proteggerci dall’inflazione e diversificare il nostro portafoglio probabilmente è più idoneo uno strumento finanziario, un fondo comune o un ETF ad esempio. Il vantaggio più evidente è che riduce al minimo i problemi di custodia che diversamente non sarebbero banali. Immaginate la felicità del ladro che si introduce in casa e trova alcune decine di migliaia di euro in oro nascosto in un caveau improvvisato. O la necessità di avere una cassetta di sicurezza e tutte le sue implicazioni. Ma c’è anche un altro importante vantaggio: la facilità di comprarlo o venderlo rapidamente e senza doverlo trasportare.

Ovviamente comperare la carta che rappresenta l’oro vuol dire avere fiducia nel sistema finanziario e nel proprio Paese. Vuol dire che non volete proteggervi da patrimoniali o rivoluzioni.

Se invece questa fiducia non c’è, è meglio l’oro fisico. E non è un caso che negli anni della guerra fredda nel kit di sopravvivenza degli aviatori americani ci fossero anche alcuni dollari in oro, oltre ad una pistola e un paio di calze di nylon.

L’investitore preoccupato di eventi epocali talvolta non riflette che se avesse torto e non scoppiasse la rivoluzione l’oro fisico ha una serie di inconvenienti non banali. Oltre al succitato problema di custodia, è utile essere consapevoli che al momento dell’acquisto o della vendita la distanza tra offerta e domanda non è piccola.  Vi posso dire che recentemente ho visto sul sito di una autorevole società italiana di collezionismo che le monete d’oro più liquide venivano comperate con l’8% di sconto rispetto al prezzo di vendita. E in caso di rivoluzioni chi compra approfitterà certamente della necessità del venditore di dover liquidare velocemente.

Certo, lo spread delle monete è sempre meglio dello spread denaro lettera dei francobolli o delle monete antiche. Però sappiate che in sostanza questa è una commissione di ingresso o di uscita.

Inoltre l’oro non produce interessi, quindi durante il periodo di detenzione rinunciate alle cedole o ai dividendi che un investimento di altro genere vi offrirebbe. Persino le case offrono un affitto.

Inoltre sulle plusvalenze derivanti dalle operazioni in oro sia finanziario sia fisico si pagano le stesse tasse degli altri investimenti.

Ma storicamente l’oro come è andato? Vedete il grafico? Anche se è in dollari possiamo vedere che  ci sono state due impennate negli anni 70 del secolo scorso, poi un’altra nei primi anni 2000. Il periodo che va dal 1980 al 2000 che sembra calma piatta in realtà è una discesa mica male. Chi avesse avuto la sventura di comperare oro alla fine del 1980 dopo 20 anni avrebbe perso la metà del valore nominale. Perdendo inoltre l’inflazione e i dividendi. Se però poi avesse avuto la costanza di tenerlo ancora un decennio avrebbe visto il proprio capitale sestuplicato.

Quindi, come sempre, avere oro potrebbe essere un buon affare, se lo si ha nel periodo giusto.

E allora qual’è l’ultima parola sull’oro? Come dicevano i latini est modus in rebus. Un po’ d’oro serve nei portafogli prudenti per avere quella che noi tecnici chiamiamo decorrelazione, ovvero avere un investimento che va su quando le altre cose vanno giù e viceversa. Ma esagerare potrebbe essere il migliore o il peggiore affare della vostra vita. Esattamente come per tutto il resto.

venerdì 19 ottobre 2018

Podcast - Fondi a Cedola e Rendite Periodiche


Cedola è una parola magica e ne restiamo sempre affascinati. Ma i fondi a cedola sono veramente così interessanti come li immaginiamo?

venerdì 12 ottobre 2018

Video - Avete cambiato le gomme ai vostri investimenti?


Gli asset performano in modo differente nelle varie fasi della congiuntura economica. Vediamo quali sono queste congiunture e cosa è meglio avere in portafoglio

mercoledì 3 ottobre 2018

Podcast - Perdono anche i CCT



Per quale ragione i CCT perdono? Una volta quando erano indicizzati ai BOT non perdevano. Oggi che sono indicizzati all'euribor in determinate condizioni di mercato il corso si comprime, per assorbire il deterioramento del merito di credito del Paese.

venerdì 28 settembre 2018

venerdì 21 settembre 2018

Podcast - I vincoli psicologici alla manovra economica


Le manovre economiche sono sempre difficili. Occorre trovare i soldi, non deludere gli elettori, non deludere i mercati. Insomma un superlavoro. Ma c'è anche una questione che non viene quasi mai presa in considerazione...

Podcast Politico - Vecchia politica


I provvedimenti di questo governo sono così nuovi? E' il ripescaggio della vecchia politica della Democrazia Cristiana, con due elementi di novità. L'antieuropeismo e la presenza dell'euro.

venerdì 14 settembre 2018

Podcast - Il vincolo a 3% Debito PIL


In realtà a differenza di quanto scritto in copertina si tratta dell'inverso. Debito / PIL. La cosa interessante è che se leggete bene tra le righe l'implicazione pesante è che il QE non potrà terminare solo se scompariranno le disparità territoriali o si metteranno a punto meccanismi di trasferimento da una regione ricca ad un'altra meno ricca.

Podcast - Excel e il Populismo


come spiegare in modo facile cosa vuol dire essere populisti? io ci provo con excel

giovedì 6 settembre 2018

Podcast - Fake news e truffe finanziarie


Le fake news aggirano le nostre difese, la nostra razionalità perché il loro messaggio conferma aspetti così gratificanti della nostra visione del mondo che riteniamo superfluo dover verificare la notizia. Analogamente un truffatore riesce ad aggirare le nostre difese perché trova il modo di comunicare con il nostro inconscio e blandisce le nostre velleità più profonde e in questo modo fa una breccia nella nostra razionalità. Non è un caso che anche dopo la truffa talune vittime continuino a difendere il truffatore.

venerdì 31 agosto 2018

Podcast - Il doppio danno degli ETF e dei Fondi venduti in perdita


Avete venduto un Fondo Comune o un ETF in perdita? Attenzione al danno fiscale. Infatti nel regime di risparmio amministrato, molto comune tra gli investitori italiani, le minusvalenze generate dalla vendita dei FCI o degli ETF non sono opponibili ai capital gain ottenuti con strumenti analoghi e si finisce quindi con il pagare sempre.