Continua il periodo incasinatissimo - ma molto fruttuoso - e pertanto mi limito ad alcuni "telegrammi".
Mentre stavo finendo di cenare ho avuto un flash.
Il diritto d'autore deve essere molto ridimensionato, se non azzerato.
Lo so non è una novità la mia tesi.
Ben altri intellettuali si sono schierati contro questo presunto diritto almeno così come oggi è strutturato.
La mia è solo una intuizione, una riflessione "ecologica".
Tutti noi ci scagliamo contro l'inquinamento "fisico" ma per quello che concerne l'inquinamento intellettuale siamo ancora all'età della pietra.
Se non ci fosse un diritto d'autore che garantisce un reddito anche al più bieco degli scrittori e maitre a penser l'inquinamento intellettuale sarebbe ridotto. Il novitismo [cfr Sartori] non sarebbe redditizio.
Ma veramente sentite la mancanza del distillato del succo delle meningi di Vespa?
Quindi se scrivere un'opera fosse antieconomico la pletora delle produzioni spazzatura si fermerebbe di botto o quasi.
Continuerebbero a scrivere i narcisisti, che non sono motivati economicamente. Continuerebbero a scrivere gli altruisti che hanno piacere di condividere le proprie opinioni per far progredirte l'umanità.
Ma molti dei fenomeni da baraccone multimediale, quelli che ingaggiano una pletora di ghost writer, quelli che commissionano a molti differenti "badilanti della penna" un capitolo del "proprio" libro, quelli si fermeranno.
Chi avrà qualcosa da dire ci dovrà pensare bene. Vale la pena di spendere tempo e fatica per condividere la propria idea?
Machiavelli è morto povero ed oggi lo studiano ancora. Wilbur Smith morirà ricco (se non si sposerà e divorzierà con una trentenne). Che ironia.
Dedicato alla gestione e alla crescita del patrimonio per una clientela d'élite. Innovazione e tradizione al servizio dei tuoi investimenti.
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mercoledì 30 marzo 2016
giovedì 9 settembre 2010
Lo speculatore liquido – 1
Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM
Gli speculatori sono per definizione i colpevoli.
Sono personaggi necessari sia per i giornalisti che per i governanti, oltre che per gli investitori.
Se non esistessero bisognerebbe inventarli.
La loro presenza discreta emana il fascino generato dal “lato oscuro della forza” e rende più sapide tanto le descrizioni giornalistiche quanto più credibili le scuse per un fallimento.
Inoltre addossare ad altri la responsabilità per un fallimento è liberatorio e in questo caso molto facile, poiché non si viene mai smentiti.
Ma gli speculatori sono una sorta di setta segreta, o analogamente a quanto asseriva Giovanni Sartori a proposito della politica, sono inafferrabili perché è difficile definire il concetto di speculazione?
Chi è uno speculatore?
L’etimo suggerisce che sia una vedetta, uno che guarda lontano. Ma è troppo poco per dichiararsi soddisfatti.
Cosa suggerisce allora la teoria economica?
Un famoso economista diceva che speculare era l’arte di capire cosa avessero in mente gli altri, e di anticiparli. Inoltre usava una metafora: “lo speculatore non deve indovinare quale sia la ragazza più bella, in un concorso di bellezza, ma deve capire quale sarà la più votata.”.
Altri studiosi asseriscono che ciascuno di noi è uno speculatore, in quanto agisce orientato al futuro e quindi all’incertezza. Pertanto ogni genere di investimento è una speculazione.
Altri ancora hanno lodato il ruolo degli speculatori, che si contrappongono agli investitori, poiché danno liquidità ai mercati e stabilità ai prezzi, come (almeno parzialmente) dimostrato con gli studi effettuati sul mercato delle cipolle e di altre commodities da Rutledge e Gray.
Resta il fatto che trovo molto difficile individuare un criterio stabile per definire chi sia uno speculatore.
Mi sovviene un sociologo che, anni addietro, aveva inventato l’allocuzione “società liquida” per descrivere l’estrema volatilità dei ruoli e delle posizioni nella società postmoderna. Credo, per analogia, che anche l’identità dello speculatore sia liquida.
La settimana prossima cercherò di fotografare uno speculatore e di mostrarvelo.
Gli speculatori sono per definizione i colpevoli.
Sono personaggi necessari sia per i giornalisti che per i governanti, oltre che per gli investitori.
Se non esistessero bisognerebbe inventarli.
La loro presenza discreta emana il fascino generato dal “lato oscuro della forza” e rende più sapide tanto le descrizioni giornalistiche quanto più credibili le scuse per un fallimento.
Inoltre addossare ad altri la responsabilità per un fallimento è liberatorio e in questo caso molto facile, poiché non si viene mai smentiti.
Ma gli speculatori sono una sorta di setta segreta, o analogamente a quanto asseriva Giovanni Sartori a proposito della politica, sono inafferrabili perché è difficile definire il concetto di speculazione?
Chi è uno speculatore?
L’etimo suggerisce che sia una vedetta, uno che guarda lontano. Ma è troppo poco per dichiararsi soddisfatti.
Cosa suggerisce allora la teoria economica?
Un famoso economista diceva che speculare era l’arte di capire cosa avessero in mente gli altri, e di anticiparli. Inoltre usava una metafora: “lo speculatore non deve indovinare quale sia la ragazza più bella, in un concorso di bellezza, ma deve capire quale sarà la più votata.”.
Altri studiosi asseriscono che ciascuno di noi è uno speculatore, in quanto agisce orientato al futuro e quindi all’incertezza. Pertanto ogni genere di investimento è una speculazione.
Altri ancora hanno lodato il ruolo degli speculatori, che si contrappongono agli investitori, poiché danno liquidità ai mercati e stabilità ai prezzi, come (almeno parzialmente) dimostrato con gli studi effettuati sul mercato delle cipolle e di altre commodities da Rutledge e Gray.
Resta il fatto che trovo molto difficile individuare un criterio stabile per definire chi sia uno speculatore.
Mi sovviene un sociologo che, anni addietro, aveva inventato l’allocuzione “società liquida” per descrivere l’estrema volatilità dei ruoli e delle posizioni nella società postmoderna. Credo, per analogia, che anche l’identità dello speculatore sia liquida.
La settimana prossima cercherò di fotografare uno speculatore e di mostrarvelo.
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