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venerdì 24 maggio 2019

Google potrebbe salvarvi da una truffa


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Noi tendiamo giustamente a fidarci degli amici e dei conoscenti. Tuttavia specie in certi campi sarebbe opportuno fare alcune verifiche aggiuntive.
Sono sinceramente dispisciuto per il povero tennista Andreas Seppi che è caduto vittima di un truffatore.

Chi propone truffe finanziarie è come un atleta che si droga. E l'antidoping nel mondo della finanza si chiama Consob E non ci lavorano degli addormentati, il loro lavoro lo fanno bene. Ma non possono arrivare dappertutto. Inoltre purtroppo in Italia i poteri della Consob non sono come quelli della sua omologa americana, la SEC, che ha poteri giudiziari. Insomma in Italia in tutti i campi è sempre meglio prevenire. E Google può sicuramente aiutarci.

Qui trovate il link all'articolo del Corriere

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lunedì 11 novembre 2013

Il diavolo nei dettagli - Un diamante è per sempre


Se domani il vostro private banker dovesse proporvi di investire in diamanti probabilmente vi sentireste lusingati e valutereste seriamente la proposta.


Tuttavia prima di accettare, affascinati dalla suggestione di varcare in questo modo la soglia di un club elitario, fate come la pietra che vi vogliono offrire: riflettete.

Fatte salve le ragioni emotive, gli obiettivi offerti con quella soluzione possono essere raggiunti diversamente e meglio?

Razionalmente le motivazioni che possono essere addotte per perorare la causa dell'acquisto di un diamante sono molteplici:

  • La decorrelazione con altri asset;
  • il mantenimento del valore reale;
  • la crescita del valore nel tempo;
  • l'elevato valore specifico, ovvero la trasportabilità e la possibilità di custodire ingenti valori in poco spazio.

E' possibile tuttavia che durante la proposta non vi menzioneranno altri aspetti, non esattamente secondari.



Esaminiamo ciascun argomento

  • Elevato valore specifico 
Eliminiamo subito il presunto vantaggio dell'elevato valore specifico: a meno che non siate mafiosi o fuggiaschi è una caratteristica poco influente, ampiamente bilanciata dal fatto che i diamanti bruciano. Quindi è meglio custodirli in un luogo appositamente ideato, piuttosto che in un caveau domestico o peggio improvvisato.


  • Decorrelazione con altri asset.
Occorre tenere presente che
- le serie storiche sui prezzi dei non sono lunghissime;

- non esiste un mercato ufficiale dei diamanti
e quindi non esiste un prezzo ufficiale.

La questione della lunghezza della serie storica sembrerebbe di poco conto, da topi di biblioteca, ma non è così.

Una serie storica relativamente giovane potrebbe essere influenzata da fenomeni non permanenti e quindi la pretesa decorrelazione da altri asset potrebbe essere il frutto di una causa fortuita e non permanente.
In sostanza, se si cerca decorrelazione è possibile trovarla con modalità meno esotiche e più liquide.

L'assenza di un mercato ufficiale è un problema non banale perché non c'è una Autorità che vigili sulla formazione dei prezzi, e almeno teoricamente, è possibile che avvenga una manipolazione del mercato.

E se taluni (a mio avviso erroneamente) affermano che sia possibile pilotare per lunghi periodi mercati molto più ampi e liquidi figuriamoci un mercato minore...

Un mercato informale ha almeno anche un altro svantaggio: è illiquido. Ovvero non ci sono flussi abbondanti di domanda ed offerta. A questo punto ai più dovrebbe essere chiaro che il mercato dei diamanti è un po' come il mercato delle case. Tutte le case sono differenti, e quindi se si vuole raggiungere un accordo occorre trovare l'occasione giusta, ovvero attendere o fare un sacrificio di prezzo.

Il meccanismo che descrive un mercato poco liquido è qui (consiglio vivamente di leggerlo).
Non solo. E' anche possibile incappare in una commissione di disinvestimento, oltre a non avere la garanzia del riacquisto da parte del venditore.



  • Il mantenimento del valore reale e la crescita di valore nel tempo
Un bene preserva dall'inflazione ed il suo valore cresce nel tempo se la sua domanda e l'offerta sono strutturate opportunamente.

Il mercato mondiale dei diamanti è in mano ad un cartello veramente ristretto di player che con ogni probabilità operano in modo da mantenere sempre "la barra a dritta". Ma se il mercato è in mano ad un gruppo ristretto non è da escludere che a determinate condizioni non sia conveniente per costoro fare anche l'opposto, specie in assenza di vigilanza.

I diamanti poi creano, come altri beni, un onere per la loro custodia e non producono interessi, cedole o dividendi. Ma se persino l'oro può essere "gestito" in modo che renda un "interesse" (vendendo opzioni), questo non avviene per i diamanti. 


Quindi in questo senso sono paragonabili alle azioni delle dot com, le azioni della bolla internet, dove l'assenza di profitti aziendali era la regola, e quindi la sola motivazione per l'acquisto era l'aspettativa di poter rivendere a prezzi maggiori.


Infine - in accordo con un articolo pubblicato da Reuter il 4/11/2013 - l'AD della IDB, una delle società che commercializza diamanti, la richiesta proveniente dal mondo affluent (la categoria di investitori che precede i private) è 5 volte maggiore rispetto a quella dei private.

Non solo,
sempre in accordo con quell'articolo una fonte bancaria che non è stata resa nota dal giornalista dichiara:
"la clientela tradizionalmente definita private, in assenza della certezza del valore rispetto ad altri beni rifugio come l'oro, al diamante preferisce beni alternativi più godibili come case all'estero, opere d'arte o gioielli."



 
Concludendo.

Sembra che i diamanti siano un business per le banche affamate di commissioni, per i collocatori e siano destinati a chi si vuole atteggiare a cliente importante. Ma parrebbe che chi ha i soldi "
veri" oggi punti altrove.

Naturalmente c'è un rovescio della medaglia: se un domani la moda si diffondesse non è da escludere che oggi si possano fare buoni acquisti.

Ciò premesso io non comprerei e mi sentei vagamente insultato se mi proponessero di comprarne.











giovedì 11 novembre 2010

E' tutta una Pompei

Non mi riferisco però ai mercati finanziari che stanno scendendo.

Certo questa situazione è un importante banco di prova per l'Europa che dovrà mostrare una sua coesione, altrimenti varrà per tutto il continente quello che Metternich aveva detto dell'Italia.

Non mi riferisco neppure al fatto che comunque vada non torneremo più all'eldorado degli spread ridicoli tra il Bund e il BTP: oramai è chiaro che, nonostante la valuta sia unica, il merito di credito (l'affidabilità del creditore) resta nazionale e quindi i BOT greci in euro hanno una certa affidbilità, i nostri un'altra e quelli tedeschi un'altra ancora. Quindi in questi anni ci siamo giocati (male) l'occasione che avevamo per ristrutturare la nostra economia, mentre pagavamo meno interessi.

Oggi sono sconsolato per una questione decisamente molto più minuscola.

Dovete sapere che per legge chi offre un cosulenza finanziaria ha l'obbligo di "profilare" il cliente.
Ovvero di sondare con una certa accuratezza la sua propensione al rischio, orizzonte temporale ed entità del patrimonio, prima di emettere un giudizio su un titolo adatto per quella persona.

Se affermo alla radio "Mi piace la Borsa italiana" non è certamente consulenza. Se invece sempre alla radio mi telefona in diretta un ascoltatore e mi dice "Senta, ho un portafoglio 2000 Fiat. Che faccio? Tengo o vendo?" Non posso dirgli nulla senza prima averlo "profilato".

In questi giorni ho ascoltato alle 10 e 10 su Radio Rai una trasmissione sui mercati finanziari, dove molto spesso avviene questa violazione della normativa.

Sono in dubbio se gli intervistati siano consapevoli o non lo siano.

In ogni caso non è molto consolante. O non sai la normativa che ti riguarda o te ne freghi pur di avere un momento di esposizione mediatica. Molto poco professionale in entrambi i casi.

E la Consob che fa?

Chi?

Quella senza presidente da 133 giorni?

Non è un problema, se andiamo a scavare vedremo che queste cose lo facevano anche 6 mesi fa.