Gentili lettori
per esigenze di tempo sto scrivendo sempre meno.
Diraderò ancora di più i post che implichino ragionamenti più ampi.
A causa della velocità della vita come direbbe David Bowie sposto i miei commenti sull'account Twitter.
Seguitemi dunque in questa mia nuova avventura di micro blogger.
Ma non temete. Quando avrò il modo o quando mi solleciterete scriverò, ancora.
Dedicato alla gestione e alla crescita del patrimonio per una clientela d'élite. Innovazione e tradizione al servizio dei tuoi investimenti.
mercoledì 4 gennaio 2017
venerdì 16 dicembre 2016
...che dalle BCC mi guardo io
Il tempo è tiranno e invece qui ci sarebbe da scrivere per un bel po', fare studi e ricerche, approfondire...
Abbiate pazienza. Eventualmente stimolatemi a ritornare su qualche parte di questo post che vi possa interessare.
In questi giorni ho avuto modo di esaminare una proposta di investimento.
Ho notate due cose.
Il bancario che aveva stilato la proposta ha inserito praticamente tutti gli strumenti che aveva a disposizione, suddividendo l'importo in base alla sua stima della propensione al rischio del cliente.
Interessante notare che io l'avevo percepita in modo differente. Già qui si potrebbe scrivere un libro, ma tant'è...
Quello che mi interessa evidenziare è che la diversificazione eseguita spalmando una cifra su n. prodotti omogenei diventa un boomerang: una diversificazione naive non tiene conto di fenomeni come le correlazioni e quindi diventa dannosa.
Mi spiego meglio.
Se la Investibene sgr ha un numero limitato di fondi (peraltro anche buoni, secondo Morningstar) e si investe 5 sul fondo azionario, 20 sul bilanciato, 40 sul bilanciato prudente della stessa famiglia, facilmente non sto facendo diversificazione.
Se scende l'azionario scenderanno anche gli altri in proporzione.
Diversificare bene vuol dire: scende uno ma sale l'altro...
Ma non è questo l'argomento che mi ha fatto venire l'orticaria.
La parte per così dire "prudente" della proposta prevedeva l'investimento in due obbligazioni della casa ed un certificato di deposito.
Il certificato di deposito dovrebbe essere garantito come il c.corrente, ma non ho modo di esserne sicuro per una serie di ragioni che tralascio...
Quello che mi pare invece emergere con chiarezza è che le obbligazioni proposte, rendono come un Titolo di Stato di analoga duration ma - come si evince dal prospetto - la banca non si impegna a riacquistarle e naturalmente sono soggette a bail in.
Quindi se uno vuole disinvestire prima della scadenza o per necessità o per timori sulla solidità deve sperare di trovare un acquirente.
E questo ci rimanda a vicende similari di investimenti di valori illiquidi a clientela inesperta.
Per indorare la pillola nel prospetto informativo si scrive che le obbligazioni sono coperte dal fondo di garanzia degli obbligazionisti delle BCC.
Non ho tempo di fare una indagine approfondita, e quindi potrei in qualche modo arrivare a valutazioni affrettate, però mi chiedo: il fondo in questione ha una capienza di 500 milioni di euro. Basteranno? Non basteranno? Non so.
Ma perché comperare un titolo illiquido e dalla solvibilità "dubbia" (sarà inferiore o superiore a quella dello Stato Italiano), che non verrà mai quotato, quando è possibile scegliere - senza praticamente perderci - in un titolo di Stato?
Insomma. La strada verso una consulenza che non sia mera vendita di prodotti propri mi pare ancora lunga.
Disclaimer
Abbiate pazienza. Eventualmente stimolatemi a ritornare su qualche parte di questo post che vi possa interessare.
In questi giorni ho avuto modo di esaminare una proposta di investimento.
Ho notate due cose.
Il bancario che aveva stilato la proposta ha inserito praticamente tutti gli strumenti che aveva a disposizione, suddividendo l'importo in base alla sua stima della propensione al rischio del cliente.
Interessante notare che io l'avevo percepita in modo differente. Già qui si potrebbe scrivere un libro, ma tant'è...
Quello che mi interessa evidenziare è che la diversificazione eseguita spalmando una cifra su n. prodotti omogenei diventa un boomerang: una diversificazione naive non tiene conto di fenomeni come le correlazioni e quindi diventa dannosa.
Mi spiego meglio.
Se la Investibene sgr ha un numero limitato di fondi (peraltro anche buoni, secondo Morningstar) e si investe 5 sul fondo azionario, 20 sul bilanciato, 40 sul bilanciato prudente della stessa famiglia, facilmente non sto facendo diversificazione.
Se scende l'azionario scenderanno anche gli altri in proporzione.
Diversificare bene vuol dire: scende uno ma sale l'altro...
Ma non è questo l'argomento che mi ha fatto venire l'orticaria.
La parte per così dire "prudente" della proposta prevedeva l'investimento in due obbligazioni della casa ed un certificato di deposito.
Il certificato di deposito dovrebbe essere garantito come il c.corrente, ma non ho modo di esserne sicuro per una serie di ragioni che tralascio...
Quello che mi pare invece emergere con chiarezza è che le obbligazioni proposte, rendono come un Titolo di Stato di analoga duration ma - come si evince dal prospetto - la banca non si impegna a riacquistarle e naturalmente sono soggette a bail in.
Quindi se uno vuole disinvestire prima della scadenza o per necessità o per timori sulla solidità deve sperare di trovare un acquirente.
E questo ci rimanda a vicende similari di investimenti di valori illiquidi a clientela inesperta.
Per indorare la pillola nel prospetto informativo si scrive che le obbligazioni sono coperte dal fondo di garanzia degli obbligazionisti delle BCC.
Non ho tempo di fare una indagine approfondita, e quindi potrei in qualche modo arrivare a valutazioni affrettate, però mi chiedo: il fondo in questione ha una capienza di 500 milioni di euro. Basteranno? Non basteranno? Non so.
Ma perché comperare un titolo illiquido e dalla solvibilità "dubbia" (sarà inferiore o superiore a quella dello Stato Italiano), che non verrà mai quotato, quando è possibile scegliere - senza praticamente perderci - in un titolo di Stato?
Insomma. La strada verso una consulenza che non sia mera vendita di prodotti propri mi pare ancora lunga.
Disclaimer
sabato 26 novembre 2016
Addio Fidel - Riflessioni sulla morte e sul Super Enalotto
L'annuncio della morte di Fidel è stata accolta con rammarico da alcuni e con esultanza da altri.
Anche se ragionevolmente potremmo concordare che la morte non sia il male maggiore o la cosa più importante che possa accadere ad una persona, resta un evento che polarizza l'attenzione.
La nostra mente è infatti affascinata dagli eventi estremi, quelli che in finanza sono definiti con elevata skew.
Non c'è dubbio che la morte o la vincita di una montagna di soldi siano eventi universalmente affascinanti proprio perché dotati di elevata skew.
E ancora, non è un caso che per la massa della gente sia meglio vincere il primo premio del Superenalotto che la medaglia Fields, perché è più comprensibile un evento ad elevata skew materiale piuttosto che intellettuale.
Tuttavia la nostra mente resta maggiormente affascinata da uno o dall'altro, in fondo, per le medesime ragioni. E' una questione di pesi.
Come sempre il nostro cervello ci guida, e troppo spesso inconsapevolmente.
Come avevo scritto, tempo addietro, una buona chiave interpretativa del nostro agire è stata fornita da S. Reiss dell'Università dell'Ohio.
In sostanza, secondo questa teoria, esistono 16 comportamenti di base, insiti nella mente di ciascun uomo. Sono una sorta di tavolozza motivazionale.
Poi, per ragioni poco chiare, durante la nostra formazione, sviluppiamo 4 o 5 valori che daranno la spinta concreta al nostro agire.
Tra questi naturalmente ci sono sia la necessità di uguaglianza sociale che la volontà di indipendenza ed auto-realizzazione.
Capite bene dunque che per un individuo con elevata sensibilità all'uguaglianza sociale, Fidel sia diventato o possa diventare un idolo.
Nell'interpretazione delle azioni del Lider Maximo - che necessariamente è soggettiva - avrà per taluni maggior peso quanto ha fatto con l'obiettivo della parità, piuttosto di quanto abbia limitato la libertà degli oppositori.
Per altri invece sarà l'inverso.
L'equazione potrebbe essere: 10 mil. di cubani adesso hanno molto di più di quanto avevano prima e 6000 condanne a morte con qualche migliaio di detenuti politici sono un prezzo (non) accettabile.
Anche se la retorica racconta che è meglio la libertà rispetto alla materialità, abbastanza spesso i rivoluzionari, animati dalla volontà di libertà hanno poi represso la dissidenza e comperato la popolazione quiescente con "la roba".
E non sono affatto sorpreso che questo Papa così attento alle disuguaglianze abbia espresso sincero rammarico per la morte di un comunista.
Segnalo infine con orgoglio che mio figlio mi ha aiutato nella revisione del post.
Anche se ragionevolmente potremmo concordare che la morte non sia il male maggiore o la cosa più importante che possa accadere ad una persona, resta un evento che polarizza l'attenzione.
La nostra mente è infatti affascinata dagli eventi estremi, quelli che in finanza sono definiti con elevata skew.
Non c'è dubbio che la morte o la vincita di una montagna di soldi siano eventi universalmente affascinanti proprio perché dotati di elevata skew.
E ancora, non è un caso che per la massa della gente sia meglio vincere il primo premio del Superenalotto che la medaglia Fields, perché è più comprensibile un evento ad elevata skew materiale piuttosto che intellettuale.
Tuttavia la nostra mente resta maggiormente affascinata da uno o dall'altro, in fondo, per le medesime ragioni. E' una questione di pesi.
Come sempre il nostro cervello ci guida, e troppo spesso inconsapevolmente.
Come avevo scritto, tempo addietro, una buona chiave interpretativa del nostro agire è stata fornita da S. Reiss dell'Università dell'Ohio.
In sostanza, secondo questa teoria, esistono 16 comportamenti di base, insiti nella mente di ciascun uomo. Sono una sorta di tavolozza motivazionale.
Poi, per ragioni poco chiare, durante la nostra formazione, sviluppiamo 4 o 5 valori che daranno la spinta concreta al nostro agire.
Tra questi naturalmente ci sono sia la necessità di uguaglianza sociale che la volontà di indipendenza ed auto-realizzazione.
Capite bene dunque che per un individuo con elevata sensibilità all'uguaglianza sociale, Fidel sia diventato o possa diventare un idolo.
Nell'interpretazione delle azioni del Lider Maximo - che necessariamente è soggettiva - avrà per taluni maggior peso quanto ha fatto con l'obiettivo della parità, piuttosto di quanto abbia limitato la libertà degli oppositori.
Per altri invece sarà l'inverso.
L'equazione potrebbe essere: 10 mil. di cubani adesso hanno molto di più di quanto avevano prima e 6000 condanne a morte con qualche migliaio di detenuti politici sono un prezzo (non) accettabile.
Anche se la retorica racconta che è meglio la libertà rispetto alla materialità, abbastanza spesso i rivoluzionari, animati dalla volontà di libertà hanno poi represso la dissidenza e comperato la popolazione quiescente con "la roba".
E non sono affatto sorpreso che questo Papa così attento alle disuguaglianze abbia espresso sincero rammarico per la morte di un comunista.
Segnalo infine con orgoglio che mio figlio mi ha aiutato nella revisione del post.
giovedì 24 novembre 2016
Diamanti e cedole - Un triste epilogo ed una facile previsione
Buongiorno
oggi apprendo dalla Reuters che
"Borsa Diamanti d'Italia... non ha mai condiviso che i diamanti fossero venduti a scopo di investimento a prezzi fino al doppio del listino Rapaport e senza un'attività di consulenza personalizzata"
e che
"Le banche incassano una corposa commissione sulla vendita solo per svolgere attività di segnalazione e di raccolta ordini, mentre il contratto di acquisto viene firmato dal cliente solo con il broker di diamanti partner della banca".
Ma queste cose chi mi segue le sapeva già da anni basta vedere Qui e Qui.
Non è per fare il saputello perché non ho la sfera di cristallo e le mie belle pirlate le dico anche io. Ma ci sono alcuni argomenti che sono decisamente facili da prevedere poiché la conclusione è insita nella loro stessa natura [cfr. la rana e lo scorpione].
Un altro argomento che è in divenire ma il cui epilogo è facilmente prevedibile "a priori" è quello dei certificati con cedola che stanno fioccando in questo periodo.
Adesso che si prendono le distanze dai diamanti, il conto economico lo si dovrà pur far quadrare in qualche altro modo, visto che i tassi sono a 0 e prestare denaro non rende.
Inoltre poiché l'investitore italiano vuole vedere "le cedole" ci sono fior di istituzioni e consulenti che gliele fanno vedere, anche dove non ci sono.
In questo periodo (non faccio nomi per non fare ingiustizie) ci sono quotidianamente offerte di certificati legati ad azioni. La scommessa è così descrivibile.
Ci sono 3 azioni che oggi quotano X, Y, Z.
Tu investitore mi dai 1000. Entro un mese io ti darò una prima cedola del (per es. 10%). Poi ti pagherò uno 0.5% al mese se le oscillazioni del titolo non scendono sotto una certa barriera.
Se il prezzo del titolo sale oltre un tot, il contratto si chiude in anticipo e ti restituisco i soldi. Se il prezzo scende oltre la barriera ti prendi i titoli (che valgono non più del 40%-50% del valore odierno.
Senza entrare nei tecnicismi o nel dettaglio basta seguire la logica.
il contratto dice
1) compera (di fatto) una azione o un paniere di azioni.
2) se l'azione sale molto la devi rivendere a chi ti ha fatto il contratto.
3) se l'azione scende molto te la devi tenere.
Se mi permettete una ardita metafora è come sposarsi la suocera invece che la moglie.
Disclaimer
oggi apprendo dalla Reuters che
"Borsa Diamanti d'Italia... non ha mai condiviso che i diamanti fossero venduti a scopo di investimento a prezzi fino al doppio del listino Rapaport e senza un'attività di consulenza personalizzata"
e che
"Le banche incassano una corposa commissione sulla vendita solo per svolgere attività di segnalazione e di raccolta ordini, mentre il contratto di acquisto viene firmato dal cliente solo con il broker di diamanti partner della banca".
Ma queste cose chi mi segue le sapeva già da anni basta vedere Qui e Qui.
Non è per fare il saputello perché non ho la sfera di cristallo e le mie belle pirlate le dico anche io. Ma ci sono alcuni argomenti che sono decisamente facili da prevedere poiché la conclusione è insita nella loro stessa natura [cfr. la rana e lo scorpione].
Un altro argomento che è in divenire ma il cui epilogo è facilmente prevedibile "a priori" è quello dei certificati con cedola che stanno fioccando in questo periodo.
Adesso che si prendono le distanze dai diamanti, il conto economico lo si dovrà pur far quadrare in qualche altro modo, visto che i tassi sono a 0 e prestare denaro non rende.
Inoltre poiché l'investitore italiano vuole vedere "le cedole" ci sono fior di istituzioni e consulenti che gliele fanno vedere, anche dove non ci sono.
In questo periodo (non faccio nomi per non fare ingiustizie) ci sono quotidianamente offerte di certificati legati ad azioni. La scommessa è così descrivibile.
Ci sono 3 azioni che oggi quotano X, Y, Z.
Tu investitore mi dai 1000. Entro un mese io ti darò una prima cedola del (per es. 10%). Poi ti pagherò uno 0.5% al mese se le oscillazioni del titolo non scendono sotto una certa barriera.
Se il prezzo del titolo sale oltre un tot, il contratto si chiude in anticipo e ti restituisco i soldi. Se il prezzo scende oltre la barriera ti prendi i titoli (che valgono non più del 40%-50% del valore odierno.
Senza entrare nei tecnicismi o nel dettaglio basta seguire la logica.
il contratto dice
1) compera (di fatto) una azione o un paniere di azioni.
2) se l'azione sale molto la devi rivendere a chi ti ha fatto il contratto.
3) se l'azione scende molto te la devi tenere.
Se mi permettete una ardita metafora è come sposarsi la suocera invece che la moglie.
Disclaimer
martedì 15 novembre 2016
Post al volo - Che succede al Monte Paschi?
Buongiorno ai miei lettori.
Oggi una chiacchiera molto veloce, da bar, giusto per tenervi informati su cosa sta succedendo al Monte Paschi.
Immagino che a molti non sarà sfuggito che il titolo azionario è in altalena a colpi di + o - 10% ed oltre.
La situazione
1) il MPS ha molti crediti "in sofferenza" e il capitale potrebbe non essere adeguato per operare (rischia il fallimento).
2) Dal caso Cipro in avanti se una banca è in difficoltà prima "pagano" gli azionisti poi gli obbligazionisti ed infine i correntisti sopra i 100 mila euro.
Gli sviluppi odierni
E' in atto una proposta di conversione di obbligazioni in azioni che riguarda molte serie di obbligazioni subordinate (cioè di minore sicurezza e per questo a suo tempo vendute come più redditizie).
La proposta è così riassumibile.
"Caro Obbligazionista, la banca è come sai in difficoltà. Se converti volontariamente le tue obbligazioni in azioni ti assumi un rischio, perché da creditore diventi comproprietario della Banca. Ti facciamo altresì notare che se non ci aiuti, non convertendo le tue obbligazioni, i guai potrebbero essere peggiori: infatti se non troviamo qualcun altro che mette dei soldi freschi nel capitale della banca questa potrebbe "fallire" e tu ti ritroveresti creditore di un soggetto che non ti darà il becco di un quattrino".
Questa cosa è già capitata con Parmalat, Argentina e altri.
Due cose per concludere.
La signora Gina di Voghera, che stava cercando di far rendere i suoi risparmi adesso ha in mano strumenti di investimento che scottano e non sa bene come fare per levarsi d'impiccio. Anche perché - quasi certamente - a suo tempo, le avranno detto "vorrà mica che il Monte Paschi fallisca?"
Ma la cosa interessante è che anche se il debitore è sicuro ma i tassi di interesse dovessero risalire ci sarà comunque una strage sui portafogli obbligazionari che hanno titoli ad elevata duration.
Disclaimer
https://drive.google.com/file/d/0B7gR8amnCKIAQ0E1V0VuNGdkYXM/view
Oggi una chiacchiera molto veloce, da bar, giusto per tenervi informati su cosa sta succedendo al Monte Paschi.
Immagino che a molti non sarà sfuggito che il titolo azionario è in altalena a colpi di + o - 10% ed oltre.
La situazione
1) il MPS ha molti crediti "in sofferenza" e il capitale potrebbe non essere adeguato per operare (rischia il fallimento).
2) Dal caso Cipro in avanti se una banca è in difficoltà prima "pagano" gli azionisti poi gli obbligazionisti ed infine i correntisti sopra i 100 mila euro.
Gli sviluppi odierni
E' in atto una proposta di conversione di obbligazioni in azioni che riguarda molte serie di obbligazioni subordinate (cioè di minore sicurezza e per questo a suo tempo vendute come più redditizie).
La proposta è così riassumibile.
"Caro Obbligazionista, la banca è come sai in difficoltà. Se converti volontariamente le tue obbligazioni in azioni ti assumi un rischio, perché da creditore diventi comproprietario della Banca. Ti facciamo altresì notare che se non ci aiuti, non convertendo le tue obbligazioni, i guai potrebbero essere peggiori: infatti se non troviamo qualcun altro che mette dei soldi freschi nel capitale della banca questa potrebbe "fallire" e tu ti ritroveresti creditore di un soggetto che non ti darà il becco di un quattrino".
Questa cosa è già capitata con Parmalat, Argentina e altri.
Due cose per concludere.
La signora Gina di Voghera, che stava cercando di far rendere i suoi risparmi adesso ha in mano strumenti di investimento che scottano e non sa bene come fare per levarsi d'impiccio. Anche perché - quasi certamente - a suo tempo, le avranno detto "vorrà mica che il Monte Paschi fallisca?"
Ma la cosa interessante è che anche se il debitore è sicuro ma i tassi di interesse dovessero risalire ci sarà comunque una strage sui portafogli obbligazionari che hanno titoli ad elevata duration.
Disclaimer
https://drive.google.com/file/d/0B7gR8amnCKIAQ0E1V0VuNGdkYXM/view
giovedì 3 novembre 2016
Niente exit siamo inglesi
Chi ricorda l'esilarante commedia "Niente sesso siamo inglesi"?
Pochi temo.
Oggi offro ai miei lettori una occasione memorabile.
Quella di rinfacciarmi tra un po' di tempo anche questa previsione.
Qui c'è il commento che avevo fatto a caldo, mentre il referendum era ancora in corso.
Oggi l'Alta Corte inglese impone il voto del Parlamento per poter effettuare la brexit. Non basta cioè che sia il Governo a decidere, sebbene supportato dal referendum consultivo.
La decisione dell'Alta Corte aiuta il partito del remain, dopo il fuggi fuggi generale, con Farage, ma non solo, dimissionario.
C'è ovviamente l'opposizione formale a questa novità. Il Governo farà ricorso, ma in fondo questa è una boccata di ossigeno per tutti.
Il Parlamento è tutto per il "remain".
Mi pare che la democrazia inglese si sta piano piano italianizzando.
Teniamo famiglia, che senso ha buttare a mare la City e le industrie, visto che già ci facciamo abbondantemente i fatti nostri, tra moneta e concessioni?
Adesso la palla è di nuovo sugli spalti, con buona pace di Schauble che voleva "la lettera" prima delle ferie.
Anzi, adesso, con il terremoto secondo me Renzi negozia per un remain alle sue condizioni...
E considerando che (estremizzando un po') per adesso la sola beneficiaria dell'Unione Europea è stata la Germania direi che va bene così.
Pochi temo.
Oggi offro ai miei lettori una occasione memorabile.
Quella di rinfacciarmi tra un po' di tempo anche questa previsione.
Qui c'è il commento che avevo fatto a caldo, mentre il referendum era ancora in corso.
Oggi l'Alta Corte inglese impone il voto del Parlamento per poter effettuare la brexit. Non basta cioè che sia il Governo a decidere, sebbene supportato dal referendum consultivo.
La decisione dell'Alta Corte aiuta il partito del remain, dopo il fuggi fuggi generale, con Farage, ma non solo, dimissionario.
C'è ovviamente l'opposizione formale a questa novità. Il Governo farà ricorso, ma in fondo questa è una boccata di ossigeno per tutti.
Il Parlamento è tutto per il "remain".
Mi pare che la democrazia inglese si sta piano piano italianizzando.
Teniamo famiglia, che senso ha buttare a mare la City e le industrie, visto che già ci facciamo abbondantemente i fatti nostri, tra moneta e concessioni?
Adesso la palla è di nuovo sugli spalti, con buona pace di Schauble che voleva "la lettera" prima delle ferie.
Anzi, adesso, con il terremoto secondo me Renzi negozia per un remain alle sue condizioni...
E considerando che (estremizzando un po') per adesso la sola beneficiaria dell'Unione Europea è stata la Germania direi che va bene così.
domenica 16 ottobre 2016
Executive Professional di Manageritalia - Relazione di fine mandato 2014-2016
Buongiorno!
Può darsi che non sappiate che sono il rappresentante territoriale degli Executive Professional di Manager Italia, l'organismo di rappresentanza dei dirigenti, quadri e professional del terziario.
Quella che segue è la mia relazione di fine mandato 2014-2016. Prego tutti di leggerla, soprattutto i non associati.
Potreste scoprire che associarsi o consigliare un vostro conoscente di farlo è una buona idea.
L'obiettivo strategico di lungo periodo è la creazione di un organismo che ci offra:
- visibilità pubblica e rappresentanza;
- servizi che non siano la mera riproposizione di quelli offerti ai nostri colleghi, vista la nostra peculiare condizione contrattuale;
- una ampia serie di relazioni che ci permettano di espandere il business ed i nostri interessi.
Come ricorderete il primo biennio ha visto la definizione di questi obiettivi e la costituzione degli organi degli E.P. in seno alla Federazione. In seguito abbiamo dato l’avvio ai lavori per definire gli standard della categoria professionale di cui facciamo parte.
Nel secondo biennio – l’attuale – completato il rodaggio della struttura, abbiamo iniziato la strada verso la meta.
Il primo mezzo scelto per implementare la strategia delineata è stato ideare e creare uno strumento specifico che ci permettesse di renderci maggiormente visibili all’interno dell’Associazione e più spendibili e competitivi all’esterno.
Nella nostra visione, il progetto “Experienced E.P.” è adatto allo scopo:
infatti se gli E.P. sono portatori di elevate professionalità caratterizzati da un inquadramento contrattuale atipico e Manager Italia da 70 anni si occupa di rappresentanza degli interessi dei manager, ci è sembrato opportuno che l’Associazione dei Manager potesse dichiarare, in virtù della propria storia ed esperienza, che un suo iscritto è esperto nella propria attività.
Così abbiamo prima definito e poi consolidato i criteri e le procedure per stabilire quali iscritti possano essere considerati “Experienced”.
Grazie al riconoscimento di Manager Italia il titolo “Experienced” può essere essere utilizzato anche all’esterno della nostra Associazione, anche grazie agli strumenti di comunicazione predisposti ad hoc, rendendoci quindi più visibili rispetto alla concorrenza.
Colgo in questo frangente l’occasione per invitarvi a richiedere il titolo “Experienced” e vi invito a segnalare ai colleghi e ai conoscenti sia l’esistenza dell’Associazione sia della qualifica.
Circa il futuro i prossimi obiettivi saranno:
- aumentare il numero degli E.P.;
- aumentare il numero degli associati certificati “Experienced” per creare una maggior consapevolezza a livello interno e visibilità verso l’esterno del gruppo;
- implementare un sistema di welfare che sia competitivo ed adatto ai nostri profili.
Infine, a livello locale, sto immaginando di creare una struttura consortile per lo sviluppo del business personale. Se verrò riconfermato, entro la fine dell’anno indirò la riunione costitutiva del common degli E.P. dove sarò ben lieto di incontrarvi: il lavoro da fare è veramente molto.
Può darsi che non sappiate che sono il rappresentante territoriale degli Executive Professional di Manager Italia, l'organismo di rappresentanza dei dirigenti, quadri e professional del terziario.
Quella che segue è la mia relazione di fine mandato 2014-2016. Prego tutti di leggerla, soprattutto i non associati.
Potreste scoprire che associarsi o consigliare un vostro conoscente di farlo è una buona idea.
Gentili colleghi
al termine del mio
secondo mandato sono lieto di offrirvi un resoconto estremamente
sintetico della mia attività di rappresentante territoriale degli
Executive Professional di Manager Italia.
L'obiettivo strategico di lungo periodo è la creazione di un organismo che ci offra:
- visibilità pubblica e rappresentanza;
- servizi che non siano la mera riproposizione di quelli offerti ai nostri colleghi, vista la nostra peculiare condizione contrattuale;
- una ampia serie di relazioni che ci permettano di espandere il business ed i nostri interessi.
Come ricorderete il primo biennio ha visto la definizione di questi obiettivi e la costituzione degli organi degli E.P. in seno alla Federazione. In seguito abbiamo dato l’avvio ai lavori per definire gli standard della categoria professionale di cui facciamo parte.
Nel secondo biennio – l’attuale – completato il rodaggio della struttura, abbiamo iniziato la strada verso la meta.
Il primo mezzo scelto per implementare la strategia delineata è stato ideare e creare uno strumento specifico che ci permettesse di renderci maggiormente visibili all’interno dell’Associazione e più spendibili e competitivi all’esterno.
Nella nostra visione, il progetto “Experienced E.P.” è adatto allo scopo:
infatti se gli E.P. sono portatori di elevate professionalità caratterizzati da un inquadramento contrattuale atipico e Manager Italia da 70 anni si occupa di rappresentanza degli interessi dei manager, ci è sembrato opportuno che l’Associazione dei Manager potesse dichiarare, in virtù della propria storia ed esperienza, che un suo iscritto è esperto nella propria attività.
Così abbiamo prima definito e poi consolidato i criteri e le procedure per stabilire quali iscritti possano essere considerati “Experienced”.
Grazie al riconoscimento di Manager Italia il titolo “Experienced” può essere essere utilizzato anche all’esterno della nostra Associazione, anche grazie agli strumenti di comunicazione predisposti ad hoc, rendendoci quindi più visibili rispetto alla concorrenza.
Colgo in questo frangente l’occasione per invitarvi a richiedere il titolo “Experienced” e vi invito a segnalare ai colleghi e ai conoscenti sia l’esistenza dell’Associazione sia della qualifica.
Circa il futuro i prossimi obiettivi saranno:
- aumentare il numero degli E.P.;
- aumentare il numero degli associati certificati “Experienced” per creare una maggior consapevolezza a livello interno e visibilità verso l’esterno del gruppo;
- implementare un sistema di welfare che sia competitivo ed adatto ai nostri profili.
Infine, a livello locale, sto immaginando di creare una struttura consortile per lo sviluppo del business personale. Se verrò riconfermato, entro la fine dell’anno indirò la riunione costitutiva del common degli E.P. dove sarò ben lieto di incontrarvi: il lavoro da fare è veramente molto.
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