Facendo riferimento alla puntata sulla differenza tra il prezzo ed il valore provo a spiegare perché i prezzi dei valori mobiliari si muovono a volte lentamente e a volte freneticamente. La risposta è molto semplice. La funzione di un mercato efficiente è mantenere il più possibile allineati il prezzo ed il valore. Quindi ad ogni reale o presunta notizia che impatti sul valore i prezzi si muoveranno di conseguenza.
Dedicato alla gestione e alla crescita del patrimonio per una clientela d'élite. Innovazione e tradizione al servizio dei tuoi investimenti.
venerdì 13 ottobre 2017
Video - Perchè i prezzi ballano?
Facendo riferimento alla puntata sulla differenza tra il prezzo ed il valore provo a spiegare perché i prezzi dei valori mobiliari si muovono a volte lentamente e a volte freneticamente. La risposta è molto semplice. La funzione di un mercato efficiente è mantenere il più possibile allineati il prezzo ed il valore. Quindi ad ogni reale o presunta notizia che impatti sul valore i prezzi si muoveranno di conseguenza.
sabato 7 ottobre 2017
Video - Vi hanno proposto un bond in dollari?
Spesso l'offerta di un investimento comporta per il risparmiatore inesperto l'accettazione di alcune condizioni non chiare. Nello specifico la proposta di comperare una obbligazione in dollari con l'argomentazione che il dollaro potrebbe rafforzarsi potrebbe trascinare alcune implicazioni non banali che potrebbero ridurre sensibilmente il valore di una previsione sagace. Quali sono dunque i presupposti che si celano dietro a questo investimento?
domenica 4 giugno 2017
1527 vittime di una democrazia stracciona
A Londra un attentato rudimentale, ma molto ben organizzato, ha provocato 50 vittime tra morti e feriti.
A Torino un evento pacifico male organizzato ha creato un incidente che ha causato oltre 1500 feriti.
Una forza esterna ostile può fare del male, ma anche l'incompetenza pare essere molto dannosa, forse anche più.
Una riflessione ovvia. Ma se estendiamo il ragionamento si scorgono orizzonti non banali e che ci toccano da vicino.
Quante volte ci domandiamo quanto sia professionale la persona alla quale intendiamo affidarci? Lo facciamo per le questioni "normali", quando scegliamo un medico, un avvocato o un commercialista.
E in politica? Non pare.
E in politica? Non pare.
E' meglio affidarsi ad un professionista competente che ha idee opposte alle nostre o affidarsi ad una persona che la pensa come noi ma che è un perfetto incompetente o peggio un delinquente? La storia italiana dimostra che la seconda scelta è quella vincente.
Perché un elettore apparentemente razionale e che non ha interessi diretti sceglie di votare una persona palesemente incapace o addirittura notoriamente corrotta o in conflitto di interessi?
Non sarebbe ragionevole preferire una persona competente anche se la pensasse molto diversamente su questioni importanti?
Non è meno rischioso avere uno svantaggio personale ma evitare la possibilità di subire un incidente di grandi proporzioni?
Il trucco dei politicanti sta nell'alzare i toni fino alla rappresentazione dell'apocalisse. Così, per evitarla, si è "costretti" a fare scelte dolorose, approssimative e favorevoli al benessere di pochi.
Se vincerà X ci sarà la fine del mondo. Non puoi permetterlo! Vota la mia corte dei miracoli perché siamo il tuo unico scudo. E noi giù a bere.
Fino a quando ci sarà la demonizzazione dell'"altro" i cialtroni avranno buon gioco a spese nostre.
Tutte le volte che un politicante alza i toni si dovrebbe accendere una luce rossa nella nostra coscienza: dovremmo chiedergli perché è così evidente che gli altri siano in errore. Se la risposta è breve probabilmente è anche falsa.
domenica 14 maggio 2017
Le banane e gli hacker
Buongiorno
pochi ricorderanno che le banane che mangiamo oggi non sono quelle che mangiavano i nostri genitori più fortunati: dopo la seconda guerra mondiale la cultivar allora utilizzata (big Mike) fu spazzata via da un parassita.
Oggi le nostre banane sono di una specie differente, più delicate e meno saporite.
Una intera specie spazzata via da un "incidente".
Cosa mette in relazione le banane e gli hacker?
Il recente attacco informatico - come tutti gli altri - mette in evidenza i danni derivanti dal sostanziale monopolio dell'industria informatica.
Fare virus per Windows è il solo sport dei pirati, ed è redditizio perché il 90% dei PC mondiali ha questo sistema operativo.
Come tutti i monopoli anche quello di Windows è pericoloso per la collettività, in quanto espone l'intero universo ad una singola famiglia di rischi che potrebbe trasformare un incidente in un fatto potenzialmente catastrofico.
Ci sono quindi ottime ragioni per vedere di buon occhio la diversità: nelle coltivazioni, nella zootecnia, nell'industria.
La diffusione di poche varietà di pensiero, o peggio del pensiero unico, nella cultura e nella politica porta alla questione sull'"evidenza della verità" cara a K. Popper e alle sue conseguenze sulla società.
Ma qui il discorso si allarga troppo...
Buona domenica
pochi ricorderanno che le banane che mangiamo oggi non sono quelle che mangiavano i nostri genitori più fortunati: dopo la seconda guerra mondiale la cultivar allora utilizzata (big Mike) fu spazzata via da un parassita.
Oggi le nostre banane sono di una specie differente, più delicate e meno saporite.
Una intera specie spazzata via da un "incidente".
Cosa mette in relazione le banane e gli hacker?
Il recente attacco informatico - come tutti gli altri - mette in evidenza i danni derivanti dal sostanziale monopolio dell'industria informatica.
Fare virus per Windows è il solo sport dei pirati, ed è redditizio perché il 90% dei PC mondiali ha questo sistema operativo.
Come tutti i monopoli anche quello di Windows è pericoloso per la collettività, in quanto espone l'intero universo ad una singola famiglia di rischi che potrebbe trasformare un incidente in un fatto potenzialmente catastrofico.
Ci sono quindi ottime ragioni per vedere di buon occhio la diversità: nelle coltivazioni, nella zootecnia, nell'industria.
La diffusione di poche varietà di pensiero, o peggio del pensiero unico, nella cultura e nella politica porta alla questione sull'"evidenza della verità" cara a K. Popper e alle sue conseguenze sulla società.
Ma qui il discorso si allarga troppo...
Buona domenica
sabato 21 gennaio 2017
I regali dei Trump agli Obama e agli Americani
"Temo gli Achei anche se portano doni"
Ho trovato significativo che i Trump - fuori dal protocollo - abbiano fatto un regalo agli Obama.
Ho trovato significativo che i Trump - fuori dal protocollo - abbiano fatto un regalo agli Obama.
A chi si fa un regalo? Ai padroni di casa, quando vai in visita.
Ma quella non era una visita, era un passaggio di consegne.
Quindi i regali non sono previsti.
Non potrebbe dunque essere un indizio che "si sentono ospiti"?
E questo è un bene o un male?
Naturalmente si potrebbe dire: "E' un bene! Non sono parte dell'establishment, è il loro pregio.".
Il problema è che quando SEI il Presidente SEI l'establishment.
Non riconoscerlo è un errore ed un pericolo per la stabilità del sistema.
Un
esempio. Pur di salvare il dogma dell'infallibilità "ex cathedra" dei papi, la
Chiesa non esita a prendere le distanze dalla vita di Alessandro VI
(Papa Borgia), affermando che - nonostante tutto il resto - i suoi interventi
dottrinari erano impeccabili.
Trump sta quindi camminando sul ghiaccio sottile: da un lato ha un ruolo che non dovrebbe prevedere sbavature, meditato, dall'altra è sicuramente un umorale, indisciplinato, autoconfidente fino all'eccesso, ed ha la necessità politica e caratteriale di continuare a marcare le differenze.
Il quadro che ne viene fuori è di elevata imprevedibilità.
Se da un lato un buon sistema istituzionale è organizzato per sopperire alle manchevolezze di un attore, anche importante, dall'altro è necessario che questi si riconosca nel proprio ruolo.
E ieri il segnale, dato con quel regalo, è che non ci si è ancora calato. Questo quindi potrebbe creare un "deragliamento istituzionale".
Se da un lato un buon sistema istituzionale è organizzato per sopperire alle manchevolezze di un attore, anche importante, dall'altro è necessario che questi si riconosca nel proprio ruolo.
E ieri il segnale, dato con quel regalo, è che non ci si è ancora calato. Questo quindi potrebbe creare un "deragliamento istituzionale".
Il rischio di una collisione dolorosa e forse esiziale è autentico. Non escludo che la fine dell'era Trump possa essere traumatica, e questo non è un buon viatico per nessuno.
Ma qual'è il "regalo" avvelenato che è stato fatto agli americani?
"Buy american!"
E' una sciocchezza.
Se il Messico produce (rispetto agli USA) in modo più efficiente una merce ne diventa esportatore.
E questo secondo una miriade di studiosi porta benefici a tutti.
Ammettiamo dunque che i cittadini Americani abbiano nel loro complesso un reddito di 100 e spendano, per avere quel bene, 10.
Se gli USA decidono di mettere un dazio di 2 (il 20%) all'importazione della merce prodotta in Messico - e ammettendo per semplicità che non ci siano reazioni da parte del produttore, che impone a sua volta un dazio ad una merce americana - è come se si tassasse il cittadino, che prima disponeva di un reddito di 100 ed adesso ce l'ha di 98, per consumare le stesse cose.
C'è chi potrebbe argomentare. I nuovi lavoratori americani riceveranno uno stipendio generato dal dazio e compreranno, espandendo i consumi e quindi la domanda. Vero, ma:
- chi lo dice che compreranno americano?
- chi lo dice che quel 2 di tasse non sarebbe stato speso anche dal consumatore che adesso con quei soldi paga una tassa?
Quindi applicando alla lettera e in modo talebano il suggerimento del Presidente è un po' come fare una colletta a favore dei disoccupati.
Quindi i trumpisti di qua e di là dell'oceano stanno in fondo elogiando anche il governo italiano che ha una P.A. almeno in parte inefficiente e che per ragioni sociali non la vuole smantellare.
Chi si lamenta dei forestali in Calabria dovrebbe aver presente che i lavoratori dell'auto del Michigan - quando sono sussidiati dai dazi - sono la stessa cosa.
La via dell'autarchia è impoverente, come presto sperimenteranno gli Americani e come noi abbiamo fatto mantenendo la lira quota 90 contro la sterlina quando c'era Lui.
Naturalmente è presto per capire quale sarà l'effetto netto delle politiche economiche di Trump, perchè ci sono anche molte cose che potrebbe fare per bilanciare questi effetti, ma se - come temo - non ha un piano e si affida ai trucchetti ed ai colpi di mano, andrà a sbattere.
mercoledì 4 gennaio 2017
Anno nuovo, vita nuova
Gentili lettori
per esigenze di tempo sto scrivendo sempre meno.
Diraderò ancora di più i post che implichino ragionamenti più ampi.
A causa della velocità della vita come direbbe David Bowie sposto i miei commenti sull'account Twitter.
Seguitemi dunque in questa mia nuova avventura di micro blogger.
Ma non temete. Quando avrò il modo o quando mi solleciterete scriverò, ancora.
per esigenze di tempo sto scrivendo sempre meno.
Diraderò ancora di più i post che implichino ragionamenti più ampi.
A causa della velocità della vita come direbbe David Bowie sposto i miei commenti sull'account Twitter.
Seguitemi dunque in questa mia nuova avventura di micro blogger.
Ma non temete. Quando avrò il modo o quando mi solleciterete scriverò, ancora.
venerdì 16 dicembre 2016
...che dalle BCC mi guardo io
Il tempo è tiranno e invece qui ci sarebbe da scrivere per un bel po', fare studi e ricerche, approfondire...
Abbiate pazienza. Eventualmente stimolatemi a ritornare su qualche parte di questo post che vi possa interessare.
In questi giorni ho avuto modo di esaminare una proposta di investimento.
Ho notate due cose.
Il bancario che aveva stilato la proposta ha inserito praticamente tutti gli strumenti che aveva a disposizione, suddividendo l'importo in base alla sua stima della propensione al rischio del cliente.
Interessante notare che io l'avevo percepita in modo differente. Già qui si potrebbe scrivere un libro, ma tant'è...
Quello che mi interessa evidenziare è che la diversificazione eseguita spalmando una cifra su n. prodotti omogenei diventa un boomerang: una diversificazione naive non tiene conto di fenomeni come le correlazioni e quindi diventa dannosa.
Mi spiego meglio.
Se la Investibene sgr ha un numero limitato di fondi (peraltro anche buoni, secondo Morningstar) e si investe 5 sul fondo azionario, 20 sul bilanciato, 40 sul bilanciato prudente della stessa famiglia, facilmente non sto facendo diversificazione.
Se scende l'azionario scenderanno anche gli altri in proporzione.
Diversificare bene vuol dire: scende uno ma sale l'altro...
Ma non è questo l'argomento che mi ha fatto venire l'orticaria.
La parte per così dire "prudente" della proposta prevedeva l'investimento in due obbligazioni della casa ed un certificato di deposito.
Il certificato di deposito dovrebbe essere garantito come il c.corrente, ma non ho modo di esserne sicuro per una serie di ragioni che tralascio...
Quello che mi pare invece emergere con chiarezza è che le obbligazioni proposte, rendono come un Titolo di Stato di analoga duration ma - come si evince dal prospetto - la banca non si impegna a riacquistarle e naturalmente sono soggette a bail in.
Quindi se uno vuole disinvestire prima della scadenza o per necessità o per timori sulla solidità deve sperare di trovare un acquirente.
E questo ci rimanda a vicende similari di investimenti di valori illiquidi a clientela inesperta.
Per indorare la pillola nel prospetto informativo si scrive che le obbligazioni sono coperte dal fondo di garanzia degli obbligazionisti delle BCC.
Non ho tempo di fare una indagine approfondita, e quindi potrei in qualche modo arrivare a valutazioni affrettate, però mi chiedo: il fondo in questione ha una capienza di 500 milioni di euro. Basteranno? Non basteranno? Non so.
Ma perché comperare un titolo illiquido e dalla solvibilità "dubbia" (sarà inferiore o superiore a quella dello Stato Italiano), che non verrà mai quotato, quando è possibile scegliere - senza praticamente perderci - in un titolo di Stato?
Insomma. La strada verso una consulenza che non sia mera vendita di prodotti propri mi pare ancora lunga.
Disclaimer
Abbiate pazienza. Eventualmente stimolatemi a ritornare su qualche parte di questo post che vi possa interessare.
In questi giorni ho avuto modo di esaminare una proposta di investimento.
Ho notate due cose.
Il bancario che aveva stilato la proposta ha inserito praticamente tutti gli strumenti che aveva a disposizione, suddividendo l'importo in base alla sua stima della propensione al rischio del cliente.
Interessante notare che io l'avevo percepita in modo differente. Già qui si potrebbe scrivere un libro, ma tant'è...
Quello che mi interessa evidenziare è che la diversificazione eseguita spalmando una cifra su n. prodotti omogenei diventa un boomerang: una diversificazione naive non tiene conto di fenomeni come le correlazioni e quindi diventa dannosa.
Mi spiego meglio.
Se la Investibene sgr ha un numero limitato di fondi (peraltro anche buoni, secondo Morningstar) e si investe 5 sul fondo azionario, 20 sul bilanciato, 40 sul bilanciato prudente della stessa famiglia, facilmente non sto facendo diversificazione.
Se scende l'azionario scenderanno anche gli altri in proporzione.
Diversificare bene vuol dire: scende uno ma sale l'altro...
Ma non è questo l'argomento che mi ha fatto venire l'orticaria.
La parte per così dire "prudente" della proposta prevedeva l'investimento in due obbligazioni della casa ed un certificato di deposito.
Il certificato di deposito dovrebbe essere garantito come il c.corrente, ma non ho modo di esserne sicuro per una serie di ragioni che tralascio...
Quello che mi pare invece emergere con chiarezza è che le obbligazioni proposte, rendono come un Titolo di Stato di analoga duration ma - come si evince dal prospetto - la banca non si impegna a riacquistarle e naturalmente sono soggette a bail in.
Quindi se uno vuole disinvestire prima della scadenza o per necessità o per timori sulla solidità deve sperare di trovare un acquirente.
E questo ci rimanda a vicende similari di investimenti di valori illiquidi a clientela inesperta.
Per indorare la pillola nel prospetto informativo si scrive che le obbligazioni sono coperte dal fondo di garanzia degli obbligazionisti delle BCC.
Non ho tempo di fare una indagine approfondita, e quindi potrei in qualche modo arrivare a valutazioni affrettate, però mi chiedo: il fondo in questione ha una capienza di 500 milioni di euro. Basteranno? Non basteranno? Non so.
Ma perché comperare un titolo illiquido e dalla solvibilità "dubbia" (sarà inferiore o superiore a quella dello Stato Italiano), che non verrà mai quotato, quando è possibile scegliere - senza praticamente perderci - in un titolo di Stato?
Insomma. La strada verso una consulenza che non sia mera vendita di prodotti propri mi pare ancora lunga.
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