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sabato 9 aprile 2016

La bolla dei crauti?


Anche chi non mastica di storia economica ha sentito parlare della "bolla dei tulipani".

Oggi, prendendo spunto dalla più nota delle bolle finanziarie moderne evidenzierò - seppure in modo estremamente abborracciato - un fattore di straordinaria criticità dell'euro.


Qual'è il problema della comunità dell'euro?


La differenza sostanziale delle strutture economiche e sociali dei paesi membri, e quindi l'effetto che una variazione dei tassi implica su ciascuna di esse.

Se - in una coppia - quello che è veleno per uno è medicina per l'altro, i problemi di vita in comune saranno all'ordine del giorno.



Ma "prima" come si faceva?

Prima c'erano le monete nazionali. In caso di squilibri economici tra Stati una moneta poteva apprezzarsi o deprezzarsi per riaggiustare (almeno in parte) i problemi derivanti dalle differenti strutture e contingenze economiche.

Un lettore più smaliziato mi potrebbe far notare che anche l'Italia non è un'area monetaria ottimale. Eppure abbiamo mantenuto la lira...

Vero. Infatti per mantenere una moneta unica il meridione è stato desertificato nonostante il flusso continuo di risorse provenienti dal nord.
E questo è un fatto interessante, perchè se continuano queste dinamiche tra 50 anni l'Italia potrebbe essere per l'Europa quello che oggi è il meridione per noi.


E allora come fanno gli USA che hanno una moneta unica?
In fondo anche lì ci sono territori con tessuti sociali ed economici differenti.

Vero. Tuttavia se per una certa persona la vita è troppo difficile può cambiare Stato: l'uniformità linguistica, la medesima cultura e le medesime leggi permettono abbastanza facilmente di "cambiare aria".

Invece in Europa le cose sono differenti: potrei facilmente andare a lavorare ad Ancona, ma avrei molte difficoltà pratiche ad andare a lavorare ad Anversa.


Quella che ho appena fatto non è una divagazione oziosa, ma parte della spiegazione del fenomeno che voglio descrivere.


Vi ricordate della famosa bolla immobiliare spagnola?

Qualche anno fa in Spagna i prezzi delle le case erano alle stelle. Poi, con lo scoppio della bolla immobiliare, la Spagna è andata in crisi.
Raccontata in modo molto semplicistico è successo questo.

(Prego i lettori più tecnici di stendere un velo pietoso)

Inizi degli anni 2000. Alla Germania servivano tassi bassi per rilanciare la propria economia. Ma questi tassi bassi erano troppo bassi per la Spagna.

Il tasso di interesse regola anche il valore dei beni immobili: più il tasso è basso e più il valore di un immobile sale.

Potremmo anche spiegarlo così. Se i BOT rendono l'1% preferisco investire i miei soldi in un box che rende il 2%.

E se non riesco ad affittarlo "so" che comunque il prezzo di mercato sale, e quando lo rivenderò prenderò comunque i miei interessi.


Se l'economia è sana il prezzo degli immobili sale in sintonia con quello dei redditi dei cittadini.

Se il prezzo dei box sale troppo il mio reddito non mi permette di affittare il box e quindi parcheggio in strada la mia auto.

Alla lunga il padrone del box finirà con abbassare le sue pretese e il valore del box scenderà al livello "giusto".


Se invece ci sono dei paletti che impediscono a questo meccanismo di operare i problemi possono diventare notevoli.

Se - nonostante gli abitanti del luogo non se lo possano più permettere - i prezzi delle case restano alti, è perchè qualcuno continua a chiedere quelle case.

Potrebbero essere gli stranieri, che vogliono "fare un affare".

Ma se una volta c'era il cambio a frenare questo meccanismo alzando di fatto il  prezzo per l'investitore estero, con l'euro questo non accade.

Non solo. Lo spagnolo "in bolla" non si può più permettere le case e purtroppo non può neanche emigrare in Francia, contribuendo a far decrescere la domanda spagnola di beni e servizi.

Intanto le banche continuano a prestare soldi per comprare case, prendendo in garanzia un casa che costa troppo e che non è quindi una garanzia.

Quando la bolla scoppia - dopo una salita quasi verticale dei prezzi - ecco che arriva la crisi.


Arriviamo al giorno d'oggi.


I tassi bassi (o negativi) sono indispensabili per cercare di non far collassare le economie periferiche dell'area euro.

I tedeschi li vorrebbero alzare. Con questi tassi i prezzi delle case a Berlino, un tempo nota come la capitale con gli immobili meno cari in Europa, stanno salendo rapidamente.

Fritz habla espanol?












mercoledì 30 marzo 2016

Contro il diritto di autore

Continua il periodo incasinatissimo - ma molto fruttuoso - e pertanto  mi limito ad alcuni "telegrammi".

Mentre stavo finendo di cenare ho avuto un flash.

Il diritto d'autore deve essere molto ridimensionato, se non azzerato.

Lo so non è una novità la mia tesi.

Ben altri intellettuali si sono schierati contro questo presunto diritto almeno così come oggi è strutturato.

La mia è solo una intuizione, una riflessione "ecologica".

Tutti noi ci scagliamo contro l'inquinamento "fisico" ma per quello che concerne l'inquinamento intellettuale siamo ancora all'età della pietra.

Se non ci fosse un diritto d'autore che garantisce un reddito anche al più bieco degli scrittori e maitre a penser l'inquinamento intellettuale sarebbe ridotto. Il novitismo [cfr Sartori] non sarebbe redditizio.

Ma veramente sentite la mancanza del distillato del succo delle meningi di Vespa?

Quindi se scrivere un'opera fosse antieconomico la pletora delle produzioni spazzatura si fermerebbe di botto o quasi.

Continuerebbero a scrivere i narcisisti, che non sono motivati economicamente. Continuerebbero a scrivere gli altruisti che hanno piacere di condividere le proprie opinioni per far progredirte l'umanità.

Ma molti dei fenomeni da baraccone multimediale, quelli che ingaggiano una pletora di ghost writer, quelli che commissionano a molti differenti "badilanti della penna" un capitolo del "proprio" libro, quelli si fermeranno.

Chi avrà qualcosa da dire ci dovrà pensare bene. Vale la pena di spendere tempo e fatica per condividere la propria idea?

Machiavelli è morto povero ed oggi lo studiano ancora. Wilbur Smith morirà ricco (se non si sposerà e divorzierà con una trentenne). Che ironia.


lunedì 14 marzo 2016

Considerazioni sulla recente decisione di politica monetaria della BCE

Cari amici
rilancio un articolo del Presidente della Cellino e Associati SIM e del capo nostro Ufficio Studi.

L'articolo è ospitato nel blog dei nostri amici di "Spazio economia"


Spazio Economia - fondata da Flaminio de Castelmur Corrado Griffa e Riccardo Pizzorno - è una agenzia di informazione specializzata che fa anche web broadcasting ed è presente sui social media.






venerdì 4 marzo 2016

Tutto di nuovo sul fronte Orientale

Cari Amici
vi sarete accorti del rallentamento della pubblicazione dei post.

Il putiferio sui mercati finanziari degli ultimi due mesi (probabilmente originato dalla liquidazione di importanti posizioni dei fondi sovrani arabi) e questioni personali mi hanno imposto il silenzio, non tanto perchè non avessi nulla da dire quanto perchè non avevo quasi più il tempo per dormire.


Una tra le tante questioni che mi ha occupato può essere validamente riassunta dal progetto che sto seguendo in seno a Manager Italia. Il programma "rent a Manager".

Si tratta di una iniziativa che prevede l'impiego di manager che contribuiscono allo sviluppo di alcune regioni europee.

Per un piccolo approfondimento allego il post dell'amico e artefice dell'iniziativa, Enrico Martial, titolare di Agence de cooperation et developpement.

VINNYTSIA EUROPEA
Missione di Agence 1-3 marzo 2016


Visita a Vinnytsia (Ucraina) di Agence de coopération per due iniziative parallele: un progetto di cooperazione e di scambio di conoscenze in materia di gestione dei rifiuti nell'ambito del programma CEI- kep e un progetto di ricognizione e sostegno allo sviluppo economico con la partecipazione di ManagerItalia e di FederManager Torino. Agence ha sottoscritto con Valery Koroviy, Presidente dell'Amministrazione statale regionale, e con Anatoliy Oliynik, Presidente dell'Assemblea regionale un memorandum che traccia gli obiettivi e i percorsi della cooperazione fino alla fine del prossimo anno, quando faremo una valutazione dei progressi.
E' stata una missione impegnativa, da cui dovremo trarre risultati concreti per le prossime settimane. Abbiamo incontrato e lavorato con molte persone con efficacia e chiarezza, a conferma che l'Ucraina e la Regione di Vinnytsia stanno facendo progressi decisivi sulle riforme e sullo sviluppo, nelle istituzioni e nelle persone. E' un clima positivo, in cui è facile capirsi, in cui esiste una familiarità e una comprensione che confermano la stessa comune identità europea.
A margine vi è stato anche un incontro con Andreas Kiefer, Segretario generale del Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa insieme ad Anatoliy Oliynik, presidente del Consiglio regionale. Sul tema della democrazia regionale, Agence lavora da anni e da ancora più lungo tempo opera con saggezza e determinazione il Consiglio d'Europa tra l'altro per mezzo della Carta europea sull'Autonomia locale. Con Andreas abbiamo anche una vecchia amicizia, arricchita da momenti di vita famigliare e sportiva sulle nostre bellissime Alpi, tirolesi e valdostane.
Un ringraziamento caloroso a Chiara Palazzetti (FORMA.Azione) che ha partecipato con me al progetto CEI-Kep insieme ai rappresentanti regionali e alla dirigenza di EcoVin, a Paolo Palomba e a Paolo Bongianino (ManagerItalia), a Marco Bertolina (FederManager Torino). Avremo modo in altre occasioni di citare Contarina e la Scuola Agraria del Parco di Monza per CEI-Kep: per intanto un ringraziamento va dato a Guido Giaume, che in ManagerItalia e a Torino ha sostenuto sin dall'inizio il progetto di cooperazione economica, insieme a Niccolò Gori Sassoli e al Presidente di ManagerItalia, Guido Carella, che gli hanno dato concretezza dalla struttura nazionale. E penso spesso anche a quanti guardano a questo lavoro con sostegno, comprensione e affetto.
Un grazie di cuore alle persone che lavorano ai due progetti in Ucraina, e ai presidenti Valery Koroviy e Anatoliy Oliynik.
E adesso, al lavoro.

mercoledì 24 febbraio 2016

La birra al Rotary Torino Nord Est

Grazie alla cortesia dell'amica Liliana Remolif, presidente del Club Rotary Torino Nord Est, con mio grande piacere, ieri sera ho partecipato ai festeggiamenti per il 111° "compleanno" del Club.

In un ambiente amichevole ho avuto modo di parlare di una delle mie due passioni, la domozimurgia, ovvero la produzione casalinga di birra.

Di seguito una traccia del mio intervento.



La birra non si distilla. Il vino, la birra,sono fermentati. Non si usa l'alambicco per produrli.
La birra è cugina del vino e del sidro, ma anche dell'idromele.

I distillati sono per es.: la grappa, il wisky

Birra = Fermentazione
Un “animaletto” mangia lo zucchero e produce alcool e anidride carbonica

Cosa dà corpo alla birra?
Non l'alcool ma le maltodestrine (zuccheri) che non sono elaborate dal Saccaromyces (Cervisiae o altri).

Se diamo da “mangiare” al lievito tutti gli zuccheri avremo una birra alcolica ma “secca” al palato.

Il vino è frutto della fermentazione del succo d'uva, che è zuccherino.

La birra invece si fa con l'orzo, con il grano, con la segale, con il riso o con il mais...
Ma in quei prodotti non ci sono zuccheri! Ci sono gli amidi...

Come fa l'amido a diventare uno zucchero? Con l'amilasi.

Perchè c'è birra e birra? Perchè i fermentabili sono differenti e i lieviti sono differenti.


Storia

La birra non è stata mai inventata! E' stata scoperta.
L'evoluzione della birra è l'evoluzione dell'uomo. La prima traccia dell'esistenza della birra viene da una tavoletta di argilla dell'epoca predinastica sumera 6000 anni fa.
La birra d'orzo era chiamata
sikaru (pane liquido) e che serviva a calcolare il salario-base degli operai (3 litri al giorno).
La più antica legge che regolamenta la produzione e la vendita di birra è il Codice di Hammourabi (1728-1686 a.C.).

Gli Egizi chiamarono la birra "zythum" e i greci vi si ispirarono chiamandola "zythos".
Le tasse potevano essere pagate in birra e, come per i Sumeri, il salario minimo era liquido (due anfore di birra al giorno).
Il "papiro Ebers" offre 600 prescrizioni mediche per alleviare le sofferenze e l'ingrediente principale dei medicamenti è la birra.
Nell'anno 87 d.C. Tacito parla della birra dei Germani paragonandola al "vinus corruptus"
I galli migliorano tre aspetti del fare la birra:
1) utilizzano pietre riscaldate per la cottura;
2) inventano le botti per un più lungo periodo di conservazione (fino a otto mesi).
3) inventano una famosa pozione magica mescolando ad una birra di frumento una parte di idromele.

I monaci
Perfezionarono in modo significativo i metodi di brassaggio e diventarono fino al XII° secolo detentori esclusivi delle conoscenze e delle tecniche di produzione.
Fare e vendere birra costituì un privilegio concesso dagli ecclesiastici in licenza ai privati.

Le corporazioni
Con la nascita delle corporazioni, quella dei produttori di birra divenne una delle più influenti.
Nel 1376 ad Amburgo operavano 457 birrai di due differenti categorie: i birrai "di mare" e quelli "di terra" che vendevano al mercato locale.


Il "gruyt"
I Crociati contribuirono all'incremento dell'utilizzo delle spezie che, portate dalle spedizioni in Oriente, danno senza dubbio una birra di qualità superiore.
Con l'irresistibile ascesa del luppolo (XIII° secolo) il gruyt cadde in disuso. Tuttavia l'impiego di spezie non sparì completamente.

Il luppolo
E' conosciuto sin dai tempi più remoti per i suoi effetti soporiferi e calmanti: appartiene alla stessa famiglia della Cannabis.
I lavoratori delle vecchie fabbriche di birra, trattando il luppolo, dovevano interrompere il lavoro periodicamente per evitare di cadere addormentati.
L'utilizzo del luppolo è pratica antichissima ma la luppolazione sistematica del mosto prese piede nel XIII° secolo. Un grande contributo fu dato dalle ricerche della botanica Suor Hildegard von Bingen (1098-1179) dell'Abbazia di St. Rupert in Germania.
Qualche resistenza si ebbe in certe zone inglesi che, nonostante l'introduzione del luppolo da parte degli immigrati fiamminghi, lo accettarono pienamente solo alla fine del XVI° secolo.


La scienza

Il termometro inventato nel 1714 da Fahreinheit è all'origine dei primi "quaderni di bressaggio".
Alla fine scopersero che non era Bacco a fare la magia...
Leuwenhoeck nel 1680 identificò il lievito della birra ma non fu in grado di spiegarne nè la natura nè l'azione. Fu nel 1739 a Cagniard-Latour ad attribuire la fermentazione della birra ad una cellula di lievito. La sua teoria, basata su una cellula invisibile, fu duramente contestata dagli scienziati dell'epoca, ma già l'anno dopo Anton Dreher e Gabriel Sedlmayr identificarono il lievito come l'ingrediente segreto che faceva la gloria delle birre bavaresi.
I lavori di Pasteur sulla fermentazione del 1876 spianarono la strada alla comprensione dell'azione del lievito e a quella dei batteri responsabili dei problemi che portano al cattivo gusto.
I risultati delle sue ricerche spinsero le birrerie ad equipaggiarsi di laboratori di ricerca.


venerdì 8 gennaio 2016

Sul film "La grande scommessa": Tranquilli, pippone, ma no spoiler

Nei confronti dei film che hanno come argomento la finanza ho sempre sentimenti duali.

Li vedo, anche con piacere, ma poi mi in...zo. Anche quando sono confezionati con talento e mi fanno passare un paio d'ore spensierate.

A questo punto mi si dovrebbe chiedere: "Che vuoi di più? Hai avuto un corrispettivo per il prezzo del biglietto".


Quando mi irrito? Quando verso la fine della narrazione, si arriva alla presunta morale. In automatico mi arriva la botta di bile.

Perchè mi arrabbio? Non certo per i personaggi stereotipati.

Quello che mi fa montare il sangue è il passaggio dalla falsificazione grossolana ad uso delle narrazione - che è lecita - al suggerimento in salsa pseudo-moralista.


Notate anche solo l'impostazione del trailer del film in uscita in questi giorni.

"Un gruppo di outsider che prende a calci le banche".

Ma chi sono in fondo gli outsider? Sono l'equivalente dei ribelli di Star Wars.
Chi sarebbe mai così folle da vedere Star Wars e parteggiare per l'Impero?
E chi oggi non vorrebbe dare un calcio alle banche?
O per gettarla sul politicamente scorretto. Chi in Germania nel 1935 non avrebbe dato volentieri un calcio nel culo ad un ebreo?

Ma questo in fondo fa parte delle necessità della vendita del prodotto. Ed è una piaggeria perdonabile.

La domanda che mi viene spontanea però è: "Questi pretesi outsider vengono dai campi dello Iowa o hanno fatto le stesse scuole di chi sta dall'altra parte?"
Se sono degli outsider, che ci fanno nel cuore pulsante del sistema?

Secondo la filosofia di "Una poltrona per due" basta essere seduti al posto giusto per fissare prezzi di acquisto o vendita e fare soldi: persino il povero Reginald era diventato capace di farlo.

Ora, non c'è dubbio che la posizione sociale iniziale conti, ma se c'è un ambiente veramente meritocratico è la finanza: il 90% dei titoli azionari che componevano lo S&P500  nel 1950 oggi non ne fanno più parte.

I "guru" della finanza hanno una emivita assimilabile a quella degli isotopi radioattivi. Soros è forse il più conosciuto anche ai non addetti. Ma ne avete sentito parlare negli ultimi 10 anni?


L'altra mistificazione del trailer è ancora più becera:
"Una intuizione basta per diventare ricchi"

L'intuizione è fondamentale, ma come diceva Edison "essere inventori richiede 1% ispirazione e 99% traspirazione". Quanti anni sono stati spesi da questi "outsider" a studiare cose altamente astratte e a sperimentare le sensazioni fisiche che si accompagnano inevitabilmente a quel lavoro?


In questo filone segnalo anche la pubblicità più ingannevole che abbia mai udito:
"chiunque può diventare un vero trader con XX".

Insomma basse barriere di accesso, estrema difficoltà della materia ed elevato grado di astrazione, permettono una banalizzazione dell'argomento talmente spudorata che è infamante - per gli addetti ai lavori - qualto per noi tutti lo stereotipo dell'italiano - mafia - spaghetti - mandolino.

Concludo con una ultima provocazione.

In questi tempi si fa un gran parlare di profili di rischio e delle emissioni di bond truffa.

Non c'è bisogno di fare un profilo Mifid agli investitori. Basta mandarli al cinema a vedere il prossimo film di finanza. Se ne escono "illuminati" - per la loro incolumità - devono essere condannati a fare i BOT a vita.