Tra Chagall e Madoff
Un caro saluto ai miei lettori.
In questi due mesi ho avuto poche ispirazioni, pertanto ho preferito dedicarmi ad altro.
Oggi ho finalmente trovato uno spunto: commenterò un fatto di cronaca.
E' notizia recente che, in casa di Bettega - indimenticato eroe delle domeniche pomeriggio dei ragazzi degli anni 70 - è stato ritrovato un quadro rubato.
La notizia la trovate qui.
Dall'articolo si capiscono almeno 2 cose.
- Bettega è parte lesa, nel senso che ha operato con lo stesso gallerista che già gli aveva rifilato opere false per un altro mezzo milione di euro.
- Facilmente il calciatore dovrà restituire il quadro al proprietario e se vorrà essere risarcito dovrà fare causa al truffatore.
Le considerazioni
1) Se la disavventura del calciatore fosse stata di natura finanziaria non ci sarebbe stato un titolone: "Bettega truffato dal nuovo Madoff"?
E' evidente invece che le opere d'arte rappresentano nell'immaginario collettivo qualcosa di differente rispetto alle attività finanziarie, quindi niente titolone.
Vale a dire che può capitare a tutti di perdere un paio di milioni investendo in fotocopie o refurtiva...
2) Il mercato delle opere d'arte non è regolamentato in modo così stringente come quello finanziario, eppure di soldi ne attrae.
Se si dovessero adottare dei criteri anche solo lontanamente simili a quelli previsti per il mercato finanziario quante persone scoprirebbero che il loro gruzzolo è investito nell'equivalente di junk bond e titoli tossici? E che operano con controparti poco solide?
3) La (elevata) capitalizzazione dell'intermediario finanziario è un prerequisito per molti investitori.
Quanti con fare esperto sentenziano "non investirei mai con una istituzione finanziaria piccola" e poi comperano da un gallerista che non ha una capienza adeguata per sostenere un eventuale risarcimento?
A volte, investire in certi beni come case, opere d'arte o vino offre un solo vantaggio, quello di non essere un investimento valutabile con precisione. Quindi permette al venditore di fare ciò che vuole e al compratore di baloccarsi con le sue fantasie, salvo bruschi ritorni sulla Terra.
Chi avesse voglia di approfondire troverà qui un mio evergreen.
In questi due mesi ho avuto poche ispirazioni, pertanto ho preferito dedicarmi ad altro.
Oggi ho finalmente trovato uno spunto: commenterò un fatto di cronaca.
E' notizia recente che, in casa di Bettega - indimenticato eroe delle domeniche pomeriggio dei ragazzi degli anni 70 - è stato ritrovato un quadro rubato.
La notizia la trovate qui.
Dall'articolo si capiscono almeno 2 cose.
- Bettega è parte lesa, nel senso che ha operato con lo stesso gallerista che già gli aveva rifilato opere false per un altro mezzo milione di euro.
- Facilmente il calciatore dovrà restituire il quadro al proprietario e se vorrà essere risarcito dovrà fare causa al truffatore.
Le considerazioni
1) Se la disavventura del calciatore fosse stata di natura finanziaria non ci sarebbe stato un titolone: "Bettega truffato dal nuovo Madoff"?
E' evidente invece che le opere d'arte rappresentano nell'immaginario collettivo qualcosa di differente rispetto alle attività finanziarie, quindi niente titolone.
Vale a dire che può capitare a tutti di perdere un paio di milioni investendo in fotocopie o refurtiva...
2) Il mercato delle opere d'arte non è regolamentato in modo così stringente come quello finanziario, eppure di soldi ne attrae.
Se si dovessero adottare dei criteri anche solo lontanamente simili a quelli previsti per il mercato finanziario quante persone scoprirebbero che il loro gruzzolo è investito nell'equivalente di junk bond e titoli tossici? E che operano con controparti poco solide?
3) La (elevata) capitalizzazione dell'intermediario finanziario è un prerequisito per molti investitori.
Quanti con fare esperto sentenziano "non investirei mai con una istituzione finanziaria piccola" e poi comperano da un gallerista che non ha una capienza adeguata per sostenere un eventuale risarcimento?
A volte, investire in certi beni come case, opere d'arte o vino offre un solo vantaggio, quello di non essere un investimento valutabile con precisione. Quindi permette al venditore di fare ciò che vuole e al compratore di baloccarsi con le sue fantasie, salvo bruschi ritorni sulla Terra.
Chi avesse voglia di approfondire troverà qui un mio evergreen.
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