Le obbligazioni proteggono ancora quando le azioni scendono?

Per anni la risposta è stata sì. In un portafoglio con azioni e obbligazioni, le seconde servivano a questo: quando le azioni calavano, di solito le obbligazioni reggevano o salivano e la perdita restava contenuta.


Il 2022 ha mostrato che non è una regola. 

Immagina di avere un portafoglio di 100 dollari, 60 in un ETF sullo S&P 500 e 40 in obbligazioni americane. 

Nel 2022 l’indice S&P 500 ha perso il 18,1% e l’indice delle obbligazioni americane il 13%. I 60 dollari in azioni sarebbero diventati 49, i 40 in obbligazioni 35. In tutto 84 dollari: una perdita di 16.


Perché le obbligazioni possono perdere?

Chi compra un’obbligazione presta denaro e riceve interessi fissi. 

Se i tassi salgono, i titoli già emessi, che pagano meno di quelli nuovi, valgono meno: nessuno compra un titolo al prezzo di prima, se oggi allo stesso prezzo può comprarne uno che rende di più.

Facciamo un esempio teorico. Un’obbligazione paga il 3% e vale 100.

Se i tassi salgono dal 3% al 5%, il suo prezzo scende in base alla sua lunghezza. Scende a circa 91 con scadenza a cinque anni e a circa 85 con scadenza a dieci. 

A parità di rialzo dei tassi, più la scadenza è lontana, più il prezzo cala per compensare la cedola più “magrolina”.


Perché a volte le obbligazioni scendono insieme alle azioni?

Nel 2022 il nemico era l’inflazione: a giugno i prezzi al consumo americani sono saliti del 9,1% su dodici mesi e la Federal Reserve ha alzato i tassi per frenarli. 

In generale quindi dipende dal contesto economico: quando il pericolo è una recessione, di solito le banche centrali abbassano i tassi e il prezzo delle obbligazioni sale. 

Quando il pericolo è l’inflazione, fanno il contrario: alzano i tassi per frenare i prezzi.

Tassi più alti colpiscono le due metà del portafoglio per lo stesso motivo. 

Le obbligazioni perdono valore, come nell’esempio. 

Le azioni scendono per due motivi: i profitti attesi in futuro valgono meno, perché vengono scontati a un tasso più alto e i finanziamenti costano di più.

Questa dinamica di movimenti è misurata con la correlazione, che è un numero tra meno 1 e più 1. 

Ad 1 i due investimenti si muovono nello stesso senso, a meno 1 in senso opposto, vicino a zero ciascuno per conto proprio.

Morningstar l’ha calcolata tra azioni e obbligazioni americane e ha osservato che quando l’inflazione sale, la correlazione tende ad aumentare: azioni e obbligazioni si muovono più spesso nello stesso senso.


E oggi?

Oggi azioni e obbligazioni non stanno scendendo insieme. Al 16 ottobre l’S&P 500 era in rialzo di circa l’11,7% da inizio anno, l’indice obbligazionario in calo di circa l’1,7%.

Gli ingredienti del 2022, però, ci sono di nuovo, in dose minore. A settembre i prezzi al consumo americani sono saliti del 3,7% su dodici mesi, contro il 9,1% di giugno 2022. 

La Federal Reserve ha rialzato i tassi il 16 settembre. Il 7 ottobre il rendimento a scadenza del titolo di Stato americano a dieci anni ha superato in corso di seduta il 5,35%, il livello più alto dal 2002, e il 16 ha chiuso al 5,09%.

La Fed si riunisce il 27 e 28 ottobre: il mercato si aspetta che lasci i tassi fermi, ma non esclude un rialzo a dicembre.

Inflazione in salita, tassi in rialzo e rendimenti dei titoli di Stato che a ottobre hanno toccato i massimi dal 2002 non sono la previsione di un nuovo 2022: sono le condizioni in cui, nel 2022, azioni e obbligazioni sono scese insieme.


Che cosa portarsi a casa?

Una regola: prima di contare le obbligazioni come protezione, chiediti da che cosa devono proteggerti.

    • Se il pericolo è una recessione, di solito funzionano: i tassi scendono e i loro prezzi salgono. 

    • Se il pericolo è un’inflazione che non passa, no: i tassi salgono e le obbligazioni, soprattutto a lunga scadenza, perdono valore come le azioni. 

Per capire in quale caso ci si trova bastano due controlli: dove sta andando l’inflazione e quanto è lunga la scadenza delle obbligazioni in portafoglio.

La domanda, allora, non è se le obbligazioni proteggono. È da che cosa.


Dati: rendimenti 2022 di S&P 500 e Bloomberg U.S. Aggregate (Arthur J. Gallagher, 3/1/2023; Broadway Bank, 9/1/2023); correlazioni (Morningstar, 14/5/2024); S&P 500 e Bloomberg U.S. Aggregate da inizio anno (LPL Research, 9/10/2026); inflazione di settembre 2026 e di giugno 2022 (Bureau of Labor Statistics, 14/10/2026 e 13/7/2022); rialzo dei tassi (Federal Reserve, 16/9/2026); Treasury a 10 anni (Forbes, 7/10/2026; Federal Reserve H.15, 16/10/2026); aspettative sulla Fed (Trading Economics, 20/10/2026).


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