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Tancredi di Marzio e l'uscita dall'euro

Una gustosissima pubblicità radiofonica utilizza un personaggio che rispondendo al telefono si presenta come "falegname, idraulico, dentista, meccanico, astrofisico, carpentiere, avvocato, commercialista, ingegnere, architetto". A me ricorda il classico tuttologo che ritiene di essere qualificato per proporre soluzioni semplici per problemi complessi. Alcuni di questi tuttologi sono molto noti, come Grillo, ma ciascuno di noi facilmente ne conosce almeno uno di persona. In questi mesi i vari Tancredi hanno accumulato una discreta massa di munnezza intellettuale su alcuni temi. Decido quindi di aprire una rubrichetta dal titolo "Lo ha detto Tancredi" Iniziamo con la fola dell'uscita dall'Euro. (Ovviamente non faccio un resoconto tecnico...) La madre di tutte le corbellerie la disse Berlusconi quando asserì che il rapporto lira euro era stato scelto male e pertanto svantaggioso per la nostra economia. Questa affermazione trascur...

“mal olandese” o “mal greco”?

Come sarà l'Italia dei nostri figli e dei loro figli? Quando saranno adulti il Paese sarà ancora una media potenza mondiale? Oggi per PIL siamo ancora ai vertici della classifica mondiale, ma molti indicatori (competitività, graduatorie mondiali sulla certezza del diritto o sulla libertà economica) segnalano il nostro indebolimento. Quali sono le cause del nostro declino? Perchè quando anche Monti evoca una sindrome greca io prospetto invece una sindrome olandese? E perchè mai “olandese”? Ovviamente per rispondere compiutamente a questa domanda occorrerebbe scrivere un libro. Mi permetto invece di suggerire solo alcuni spunti di riflessione. Espongo, per iniziare, un modello molto stilizzato delle dinamiche politico economiche negli ultimi cinquanta anni. Siamo stati uno dei paesi chiave del settore sud europeo del Patto Atlantico e abbiamo avuto il partito comunista più consistente di tutta l'Europa occidentale. Mentre, per mantenere l'ordine stabilito a Y...

Tra treni e porno: benefici di un mercato aperto alla concorrenza

Perché è importante liberalizzare un mercato? Perchè vuol dire aprirsi alla concorrenza. Una liberalizzazione ben fatta evita che ci siano gruppi di operatori che per varie ragioni abbiano un potere di mercato superiore alle loro effettive capacità di soddisfare la clientela e quindi lucrino indebitamente sulla propria posizione, a spese della collettività. Sono note le difficoltà di fare concorrenza nei trasporti ferroviari, dove, sebbene l'unione Unione Europea permetta ed anzi veda di buon occhio la concorrenza, questa, in Italia, si realizza difficilmente: l'ultimo caso è Arenaways, che ha perso la partita in buona sostanza a causa della "melina" delle Ferrovie dello Stato. Questo danno si riverbera non solo sui soci e i dipendenti di Arenaways e sui suoi fornitori: infligge danni anche ai passeggeri del traffico locale piemontese che sono decisamente poco seguiti da Trenitalia. Adesso invece vi offro un esempio "scandaloso" di apertura alla concorrenza....

Conferenze della Cellino e Associati SIM

Cellino e Associati SIM è una società indipendente rispetto alle grandi istituzioni finanziarie. Gestisce patrimoni e raccoglie l'eredità di tre generazioni di professionisti del settore degli investimenti. La SIM durante l'anno organizza alcune conferenze a beneficio di un uditorio selezionato. In quell'ambito il capo dell'Ufficio Studi espone i risultati delle ultime ricerche effettuate, usando tuttavia un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori. Offro ad un lettore del mio blog l'opportunità di partecipare. Ho a disposizione un solo posto, estendibile però ad un eventuale accompagnatore. La prossima conferenza "Prospettive di primavera per i mercati finanziari" si terrà nella seconda metà di marzo a Torino. Contattatemi allo 011545164 o tramite l'e-mail guido.giaume@cellinoassociatisim.it per definire la sussistenza della disponibilità di posto e i dettagli dell'invito. Ricordo infine che richiedendo l'iscrizione alla maili...

Una cortesia che chiedo ai miei lettori

In tutta sincerità non credevo che il mio blog potesse avere più di un paio di lettori. Il fatto che registri da almeno un anno alcune centinaia di visualizzazioni al mese mi lascia stupito. Chiedo a tutti la cortesia di farmi sapere che cosa vi spinge a seguirmi e a dirmi se posso migliorare, per esempio affrontare argomenti che possano essere graditi. Inoltre ho visto che il 20% delle visite proviene dagli Stati Uniti. :-O In realtà credo che si tratti visite fugaci: quando si imposta una ricerca per parole chiave si fa poi una selezione dei risultati e quindi non credo che ci possa essere più di un lettore reale fuori dall'Italia. Anche lui è caldamente invitato a dirmi la sua opinione. Grazie a chi vorrà rendermi partecipe dei suoi pensieri .

La democrazia attenuata 5/5

La complessità riserva uno shock esiziale al mondo occidentale? Occorre puntualizzare anzitutto che non è solo il mondo occidentale tout court a correre gravi rischi in caso di shock sistemico. Oggi, anche se grossolanamente, si può inglobare nel “sistema occidentale” una ampia parte del Mondo. E' noto quali siano le preoccupazioni dei governanti cinesi: una crescita del PIL inferiore all'8% annuale crea problemi interni che rischiano di portare ad uno sfaldamento della Repubblica Popolare, e stiamo parlando del sistema politico ed economico formalmente meno integrato all'Occidente. La pervasività delle tecnologie, la complessità dei rapporti economici, il passaggio dall'economia industriale all'economia dei servizi creano connessioni difficili da individuare ex ante che possono generare infiniti casi di élites che possono fruire di attraenti moral hazard. Due esempi molto schematici chiariranno meglio il pensiero. La crisi dei mutui subprime è ...

La democrazia attenuata 4/5

La politica rincorre l'economia? Ci aspetta una “democrazia oligarchica”? Oltre alle osservazioni di Pareto e prima ancora dell'avvento della globalizzazione è la complessità del nostro mondo a porre nuovi interrogativi sul futuro della democrazia e dei suoi strumenti. Le problematiche alle quali sono chiamati a decidere i cittadini sono sempre più complesse e di respiro sempre più ampio. Se possiamo illuderci – a mio avviso erroneamente - che un tempo fosse più facile per il popolo comprendere gli argomenti sui quali era chiamato a decidere, e se oggi fa sorridere che in alcuni cantoni svizzeri sia ancora necessario un plebiscito comunale per autorizzare gli ampliamenti delle abitazioni, credo sia oramai palese la distanza tra il corpo elettorale e gli argomenti sui quali è chiamato talvolta ad esprimersi. Se comunque nel passato potevano essere concepibili e forse adeguati i meccanismi della democrazia diretta già dagli anni 80 del secolo scorso con l'ondata d...