Landini, cent'anni e... sentirli tutti
Ieri Landini ha minacciato l'occupazione delle fabbriche.
Roba che si faceva 100 anni fa.
Un gustoso aneddoto (abbiate pazienza per eventuali imprecisioni, vado a memoria) riporta che - quando gli operai intorno al 1920 occuparono fabbriche in tutta italia, compreso lo stabilimento di Mirafiori - il Senatore (Agnelli) chiese un colloquio a Giolitti.
Pare che si svolse più o meno così:
A: "Il Governo deve usare l'esercito per porre fine a queste occupazioni e sgomberare le fabbriche"
G: "Va bene darò ordine di iniziare dalla sua"
Poi come è noto non ci fu alcuna azione.
Implicitamente Giolitti aveva minacciato di creare un danno materiale molto maggiore rispetto a quello dell'occupazione.
Questo atteggiamento andava bene appunto 100 anni fa quando il mondo era affamato di produzione.
Oggi invece soffriamo di sovraproduzione e punire il "padrone" con il blocco delle attività fa ridere i cinesi o i tedeschi, che hanno certamente più spazio per le loro merci.
Quindi basta baggianate! Il blocco della produzione o l'autogestione sono chimere, forse potevano andare bene in un mondo meno sofisticato. Non oggi.
Il rovescio della medaglia è che la manodopera deve essere formata e coinvolta, in modo da partecipare al godimento dei cicli economici positivi e a sopportare la congiuntura negativa.
Se non si racconta per intero questa storia si resta fermi al secolo scorso, si pigliano in giro le persone.
E a quel punto diventa evidente che i sindacati impreparati imbolsiti dalle rendite di posizione preferiscono tutelare i vecchi lavoratori, quelli che tutti i mesi si vedono prelevati d'ufficio la quota di iscrizione al sindacato.
Pochi soldi ma sicuri.
Roba che si faceva 100 anni fa.
Un gustoso aneddoto (abbiate pazienza per eventuali imprecisioni, vado a memoria) riporta che - quando gli operai intorno al 1920 occuparono fabbriche in tutta italia, compreso lo stabilimento di Mirafiori - il Senatore (Agnelli) chiese un colloquio a Giolitti.
Pare che si svolse più o meno così:
A: "Il Governo deve usare l'esercito per porre fine a queste occupazioni e sgomberare le fabbriche"
G: "Va bene darò ordine di iniziare dalla sua"
Poi come è noto non ci fu alcuna azione.
Implicitamente Giolitti aveva minacciato di creare un danno materiale molto maggiore rispetto a quello dell'occupazione.
Questo atteggiamento andava bene appunto 100 anni fa quando il mondo era affamato di produzione.
Oggi invece soffriamo di sovraproduzione e punire il "padrone" con il blocco delle attività fa ridere i cinesi o i tedeschi, che hanno certamente più spazio per le loro merci.
Quindi basta baggianate! Il blocco della produzione o l'autogestione sono chimere, forse potevano andare bene in un mondo meno sofisticato. Non oggi.
Il rovescio della medaglia è che la manodopera deve essere formata e coinvolta, in modo da partecipare al godimento dei cicli economici positivi e a sopportare la congiuntura negativa.
Se non si racconta per intero questa storia si resta fermi al secolo scorso, si pigliano in giro le persone.
E a quel punto diventa evidente che i sindacati impreparati imbolsiti dalle rendite di posizione preferiscono tutelare i vecchi lavoratori, quelli che tutti i mesi si vedono prelevati d'ufficio la quota di iscrizione al sindacato.
Pochi soldi ma sicuri.
Commenti
Circa il blocco delle fabbriche come arma contro il governo ho qualche dubbio.
1) la ricchezza privata in italia ammonta a circa 8mila mld di euro. Il debito pubblico a circa 2000 quindi il defaulto non è possibile, come implicitamente faceva notare a suo tempo Tremonti. Detta male basta espropriare 1/4 della ricchezza agli italiani per ripianare il debito.
Il mio pensiero è che la chiusura delle fabbriche porterebbe a conseguenze più gravi per i lavoratori che per i "padroni".
1) perdite e chiusura di imprese che oggi sopravvivono a stento.
2) Ulteriore delocalizzazione
3) Ulteriori esitazioni da parte di eventuali investitori esteri.
Siamo probabilmente tutti e due concordi sul fatto che così l'Italia non vada, ma gli schemi che forse nel passato potevano avere un senso adesso a me paiono superati.
Se la fabbrica è occupata difficilmente produce. E se il mercato richiede quel prodotto qualcun altro (tedesco o cinese) venderà al posto nostro...
Insomma l'occupazione oggi è un po' come tagliarsi i ...
Cordialmente