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La fine del capitalismo? (Parte seconda)

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM Dopo aver esplorato le cause filosofiche della crisi economica provo a delineare uno scenario futuro. Premetto che farò riferimento alle nozioni di “destra” e “sinistra”, che intendo almeno in senso bobbiano del termine e che nulla hanno a che vedere con le attuali situazioni della politica italiana, che vede piuttosto posizioni di destra e sinistra all’interno di entrambi gli schieramenti. Ovvero che nessuno si sogni di dire che J.F. Kennedy era un comunista perché era di sinistra. Ma tornando agli scenari… In quello ottimistico, di “sinistra”, la Politica prende la direzione dell’Economia e la porta verso sentieri che prevedono uno sviluppo più rispettoso per l’ambiente e le risorse disponibili; dove i paesi occidentali, in partnership col resto del mondo, non useranno il proprio predominio tecnologico, politico e militare come una clava per resistere allo scivolamento verso oriente del baricentro economico e politico. Ovvero non si c...

La fine del capitalismo? (Parte prima)

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM Come per tutte le vicende umane, è possibile dare a questi recenti avvenimenti una infinità di interpretazioni, anche politiche. L’estrema sinistra proclama che questi sono gli inequivocabili sintomi del crollo del capitalismo come previsto dai “sacri testi” mentre l’estrema destra teorizza - con i neocon antiglobal - l’erezione di nuovi steccati per difendere il benessere conquistato dall’Occidente. Sostengo oggi che nel futuro l’Economia dipenderà maggiormente dalla Politica, senza tuttavia arrivare al comunismo, in base a due constatazioni. 1) I gruppi politicamente dominanti tendono a non voler cedere potere, anche a costo di creare inefficienze economiche, ambientali e sociali. Questo fenomeno, sul quale esiste ampia letteratura, è stato messo in grande evidenza dal crollo dell’URSS, ma non solo. 2) Una crisi si verifica quando un modello di sviluppo raggiunge il proprio limite. Mentre trovo che sia evidente il nesso tra la crisi e...

Bolle e specchietti retovisori

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM La psicologia insegna che lo stress altera i processi decisionali , inducendo a sopravvalutare gli stimoli fino ad allora ignorati. Questa osservazione ha un impatto sui mercati finanziari ? Immaginiamo due schiere di investitori i cui orientamenti siano mutuati da Rousseau e da Hobbes. Il primo gruppo crede che nel lungo periodo gli investimenti azionari siano destinati a crescere “naturalmente” e quindi sono convinti che per guadagnare basti comperare e tenere; il secondo ritiene invece che gli investimenti azionari siano uno sperpero di risorse e quindi, se proprio si deve operare in azioni, occorra vendere piuttosto che comperare. I dati delle serie storiche - insufficienti - non smentiscono in modo definitivo né l’una né l’altra visione, esattamente come succede nel dibattito sulla natura intrinseca dell’uomo. Periodicamente entrambi gli schieramenti sono affetti da grande esaltazione o da grande depressione, poiché al culmine d...

Sul progetto di scudo fiscale

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM Dal Sole 24 ore di oggi 6 maggio 2009 Inversione dell'onere della prova per chi detenga capitali nei paradisi fiscali. Inasprimento delle sanzioni. ... Compilazione di una lista nera italiana dei centri off-shore non cooperativi.... .... Accantonato, allora, in Italia il progetto dello scudo fiscale per inseguire la politica del giro di vite? Non sembrerebbe. «Nessuna decisione è stata ancora presa » ha precisato il ministro dell'Economia. Ribadendo la sua posizione sullo scudo: una volta sanata l'evasione,«i capitali vanno rimpatriati e ognuno è libero di investirli dove vuole, tenendo conto che se rientrano è un bene per la ricchezza e l'occupazione nel paese ». L'Italia sta lavorando per tagliare l'erba sotto i piedi dei fortini segreti. Come stanno facendo Germania, Francia e Gran Bretagna. Come sta facendo anche l'America di Barak ...

La crisi, le banche ed i titoli tossici - 2

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM Ecco la continuazione del post della settimana precedente. Buona lettura. I primi crolli Un anno fà la situazione era così grave che la banca inglese Northern Rock venne nazionalizzata nel corso di un fine settimana per evitare che il suo fallimento creasse uno shock sistemico, ovvero che le banche la smettessero definitivamente di prestarsi denaro e così facendo crollassero una ad una. Seguirono altre crisi bancarie e gli interventi pubblici furono sempre più aggressivi: se fino a poco prima gli interventi delle Banche Centrali erano “limitati” a poderosissime iniezioni di liquidità nel sistema interbancario, dal marzo 2008 l’"intervento" divenne la nazionalizzazione di fatto delle banche in odore di fallimento: ovvero venne (giustamente) usato denaro pubblico per coprire i buchi di bilancio. Dalla primavera fino all’estate del 2008 TUTTE le banche (e le assicurazioni) in difficoltà vennero aiutate con poderose iniezioni di l...

La crisi, le banche ed i titoli tossici - 1

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM Propongo un breve excursus in due parti sulla crisi economica che ci affligge. Prego i lettori più tecnici di essere clementi nel giudicare la descrizione che seguirà. Oggi descriveremo come si è arrivati a questa situazione, la settimana entrante vedremo la dinamica della crisi. La genesi dei titoli tossici Negli Stati Uniti il mercato degli immobili è sempre salito, storicamente. Pertanto una delle attività più comuni delle banche era la concessione di mutui ulteriori, rispetto a quello iniziale, servito per acquistare l’immobile. L’americano medio usava il credito per accrescere la propria capacità di spesa e le banche erano tranquille poiché il prestito era garantito dal valore in ascesa dell’immobile. Gli immigrati una volta ottenuto il permesso di soggiorno ed un lavoro ambivano a comperarsi casa, ma non sempre le banche erano solerti a concedere credito ai nuovi arrivati. Alcuni banchieri si accorsero però che i newcamers erano d...

E se Berlusconi diventasse il nuovo “Che”?

, Cellino Associati SIM, Cellino e Associati SIM Il fatto che Bersani abbia da pochi minuti parlato di scudo fiscale mi induce a pubblicare con un certo anticipo questo post, che era per la prossima settimana. E' notizia recente che dopo il G20 la black list dei paradisi fiscali si è svuotata : l'epoca del segreto bancario assoluto appartiene al passato. Quello che fino ad ieri era tollerato oggi non lo è più. Svariati Paesi, dalla vicina Svizzera fino ad alcuni remoti ed assolati lidi, stanno chiedendosi come coniugare la necessità di collaborazione fiscale con la protezione dell’industria finanziaria là residente. Prendo spunto da questa notizia per tracciare la trama di una novella fantapolitico-finanziaria. L’azzeramento della black list potrebbe essere il primo passo di una azione del G20 per: - rimpinguare i bilanci statali portando alla luce del Fisco patrimoni sconosciuti; - ricondurre al servizio dell’economia reale patrimoni dediti oggi alla speculazione finanzia...